Museo Riso: Tornatore e Isgrò danno il via al Cantiere Cultura e del Contemporaneo
Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore non si incontravano dal 1979, da quando il regista aveva diretto la messinscena di “San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori”, “processione in versi” di Isgrò alle Orestiadi di Gibellina: allora fu un progetto fortemente richiesto da Ludovico Corrao, che volle il santo taumaturgo come monito contro ogni guerra.

Sabato scorso a Palermo, in un museo Riso gremito di pubblico, tra curatori, direttori di museo, artisti, docenti di Belle Arti e tantissimi studenti, i due artisti (anzi, Tornatore ama autodefinirsi “artigiano di immagini e parole”) si sono rincontrati, e il loro dialogo pubblico con Gabriele Simongini ha aperto il ciclo di quattro incontri “Cantiere Cultura e del Contemporaneo” ideato da Roberto Grossi e curato con la direttrice del museo, Evelina de Castro.

Riflette Evelina De Castro: “E’ un progetto centrato su parola e dialogo, con cui Riso anima il panorama dell’arte e dei musei. Il contemporaneo si è rivelato in Sicilia attraverso Gibellina e Fiumara d’arte, casi unici di arte sul territorio, dalle forti spinte e finalità sociali e civili; e Riso che nasce agli inizi del XXI secolo come catalizzatore e propulsore. Boltanski, Kounellis, Long, Kentridge, sulla solida base di Accardi, Consagra e Sanfilippo, pongono Riso in ascolto e dialogo con la società del nostro tempo. Parafrasando Erwin Panofsky, l’opera d’arte è sintomo di qualcos’altro che si esprime in infiniti altri sintomi. Ciascuno degli incontri porterà voci e esperienze di protagonisti dell’età presente e dei suoi sintomi impressi nelle opere della collezione di Riso, che rappresenta il divenire dell’arte in Sicilia”.
Sul tavolo dell’incontro di sabato, un tema enorme come la responsabilità civile dell’artista – “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni” – su cui Isgrò e Tornatore si sono trovati perfettamente d’accordo: l’artista deve far suo il dialogo, può veramente essere un utensile di pace. La funzione e la responsabilità dell’artista, in qualsiasi campo egli si muova, è quella di confrontarsi con uomini e territori, cercando connessioni. Proprio per questo Emilio Isgrò ha voluto annunciare da Palermo, l’incarico di Papa Leone XIV: poco prima della sua morte, Papa Francesco aveva chiesto all’artista delle “cancellature” di intervenire sull’enciclica “Laudato si'”. Ora Papa Leone ha voluto confermare il progetto e Emilio Isgrò si è messo all’opera.
“Cantiere Cultura e del Contemporaneo. Idee, esperienze e visioni sulla società di oggi” è un ciclo di incontri che fino al 2 ottobre a Palermo, trasforma il RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea, in un laboratorio pubblico di pensiero. Promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e dal Museo RISO, prodotto e realizzato da Globart in collaborazione con CoopCulture, Federalberghi Palermo e Accademia di Belle Arti, ideato da Roberto Grossi e curato con il direttore del Museo RISO, Evelina De Castro, il progetto non si esaurisce in una semplice rassegna di conferenze, ma costruisce un percorso di confronto sull’esistenza dell’uomo nella società di oggi. Un cantiere, appunto: dove l’arte dialoga con le istituzioni, con la memoria, con la responsabilità sociale.
Il prossimo appuntamento – venerdì 17 aprile alle 18 – sarà dedicato ad un tema delicato come il ruolo delle istituzioni e il rapporto – spesso delicato – tra libertà creativa e sostegno pubblico. Ne discuteranno l’architetto della Presidenza della Repubblica Alessia Cellitti, esperta di rapporti istituzionali, la giornalista e curatrice Adriana Polveroni, direttrice del progetto Arte in Nuvola a Roma, e, nell’anno di Gibellina prima capitale italiana dell’Arte contemporanea, il suo direttore artistico Andrea Cusumano. Modera Guido Talarico, direttore di InsideArt. Il progetto proseguirà il 12 giugno con due direttori tra i più importanti musei del mondo, Christian Greco, del Museo Egizio di Torino, e Barbara Jatta, a capo dei Musei Vaticani in dialogo con Cesare Biasini Selvaggi, direttore editoriale di Exibart; e venerdì 2 ottobre si chiuderà con lo scrittore e psicoanalista Massimo Ammaniti e il mecenate visionario, creatore di Fiumara d’Arte e Librino, Antonio Presti, in dialogo con Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera.

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