Il dolce vino e la dolce vita di Jerez, capolavoro della Spagna meno conosciuta
di Maria Mattina
La Spagna non è solo Madrid e Barcellona e l’Andalusia non è solo Siviglia e Granada. In questa ammaliante regione del Sud c’è anche una città dal grande fascino ma poco conosciuta in Italia, Jerez de la Frontera, che è la Capitale gastronomica della Spagna 2026.
E se siete appassionati dei vini fortificati c’è un motivo in più: la produzione dello sherry, parola che poi non è altro che la grafia inglesizzata del nome Jerez. Come per il Porto e per il Marsala, la notorietà di questo vino liquoroso risale al periodo in cui gli inglesi – avendo rotto i rapporti con la Francia per via di guerre militari e commerciali – iniziarono a cercare alternative ai vini d’Oltralpe, trovandole a basso costo nei Paesi del Sud Europa. Lo Jerez (se andate in zona chiamatelo col suo nome!) – prodotto principalmente col vitigno Palomino – si divide in varie tipologie, tra cui Fino e Manzanilla (secchi e sapidi) e Oloroso, Pedro Ximénez (dolci). È stato il primo vino a ottenere la Denominación de Origen (DO) in Spagna e viene invecchiato col metodo Solera.

Ma Jerez non è solo il suo famoso vino e le sue spettacolari cantine (bodegas). Ci sono infatti città che si spiegano passeggiando e altre che si comprendono sedendosi a tavola. Jerez de la Frontera appartiene, senza dubbio, a questo secondo gruppo. Nel 2026, la sua nomina a Capitale Gastronomica non fa che dare un nome a una realtà che fermenta da secoli tra tabancos, bodegas, stufati cotti a fuoco lento e calici serviti con arte.
La cucina di Jerez non si basa su effetti spettacolari, ma su prodotto, tradizione e savoir-faire. Qui la gastronomia nasce dall’equilibrio tra la campagna, il mare vicino e un patrimonio vinicolo unico al mondo. Jerez ha saputo conservare la sua cucina popolare, quella delle case, delle ventas e dei bar di sempre, mentre vedeva nascere una nuova generazione di cuochi che reinterpretano quei sapori con rispetto e creatività. Il risultato è una città dove è possibile mangiare bene a qualsiasi ora, passare da un tabanco storico a un ristorante contemporaneo in pochi passi e iniziare a capire il vino non come semplice accompagnamento, ma come parte integrante del piatto.

Il vino di Jerez: molto più di una bevanda
Parlare di gastronomia a Jerez significa parlare di vino. Fino, amontillado, oloroso o palo cortado non sono solo nomi: sono modi di intendere la cucina e l’abbinamento. I vini di Jerez accompagnano pesce, carni e stufati. Vengono utilizzati come ingrediente nella cucina tradizionale e scandiscono il ritmo della città, soprattutto a mezzogiorno. Se si desidera fare una visita gastronomica a Jerez, è imprescindibile visitare una delle sue numerose bodegas storiche, dove si vedrà come si serve un calice con la venencia e si imparerà a distinguere stili e abbinamenti. Una vera masterclass sui vini.
Di che si tratta? La venencia è un tradizionale strumento andaluso, composto da un lungo bastone (in origine osso di balena, oggi spesso fibra di vetro o acciaio) con una piccola tazza cilindrica all’estremità, usato per prelevare lo sherry direttamente dalla botte. Il gesto permette di ossigenare il vino versandolo da altezze notevoli nel bicchiere, attraversando la flor (strato di lievito) senza danneggiarla.
Cosa mangiare a Jerez: piatti che raccontano la sua storia
La cucina di Jerez è autentica, saporita e profondamente legata al suo territorio. Alcuni piatti imprescindibili sono la Berza jerezana, lo stufato che definisce l’inverno, chiamata anche Berza gitana; e l’Ajo caliente, semplice e ricco di carattere, per concludere con una varietà di dolci tradizionali accompagnati da vini generosi. Molti di questi piatti convivono oggi con versioni attualizzate che ne mantengono l’anima, ma giocano con nuove tecniche.
Tabancos: l’anima gastronomica di Jerez
Pochi luoghi spiegano meglio Jerez di un tabanco. A metà strada tra bodega e bar, sono spazi dove il vino viene servito direttamente dalla botte e le conversazioni scorrono senza fretta, mentre si mangia in piedi o appoggiati al bancone, vivendo la gastronomia come qualcosa di quotidiano. Visitare diversi tabancos è uno dei modi più autentici per conoscere la città.
Il termine nasce dall’unione di tabaco e estanco: in origine erano botteghe dove si vendevano vino e tabacco. Con il tempo si sono trasformate in spazi dedicati soprattutto al vino e alla gastronomia popolare. Cosa caratterizza un tabanco? Il vino servito direttamente dalla botte (spesso spillato con la venencia); la cucina semplice e tradizionale, con tapas e piatti casalinghi; l’atmosfera autentica e informale: si mangia spesso in piedi o al bancone.
On line trovate ampio modo di orientarvi per la visita. Ecco tre suggerimenti.
Per i tabancos: https://www.turismojerez.com/conoce-jerez/enoturismo/ruta-de-los-tabancos
Per le cantine: https://www.turismojerez.com/conoce-jerez/enoturismo/bodegas-y-vinedos
Per le strade del vino: https://rutadelvinojerez.es/
Perdersi tra monumenti e chiese
Jerez non è però solo vino e ottima cucina. Dedicate alcuni giorni alla visita dei principali monumenti e chiese e non rimarrete certamente delusi. L’Alcazàr è l’edificio più antico. Questa fortezza del XI secolo ha origini islamiche. Come punti interessanti dell’Alcázar si possono segnalare la Porta della Città, la Moschea, la Corte d’Armi e il Palazzo di Villavicencio, così come i suoi giardini, la Porta del Campo e i Bagni Arabi.
Non perdetevi la splendida Cattedrale in stile barocco la cui costruzione inizia nell’anno 1695 e non si conclude fino al 1778. L’edificio è a pianta rettangolare, con cinque magnifiche navate. In ambito religioso dedicate una visita anche alla Certosa di Santa Maria de la Defensiòn, è considerato come uno degli edifici di maggior valore artistico della provincia di Cadice. L’edificio venne eretto nella seconda metà del XV secolo su iniziativa del cavaliere Don Álvaro Obertos de Valeto. Del complesso si segnalano il porticato greco-romanico, la cappella della Madonna della Difesa, il chiostro in stile gotico e anche il cortile degli Arrayanes. Nella chiesa spiccano i quadri di Roelas che decorano l’altare maggiore.
Da segnalare anche Palazzo Domecq, un edificio, in stile barocco, che è un modello paradigmatico delle dimore signorili edificate a Jerez dall’aristocrazia e dalla borghesia cittadine. Costruito nel 1778, il palazzo fu acquistato dalla nota famiglia Domecq nel 1885. È il miglior esempio di architettura barocca di Jerez del XVIII secolo.
Come pianificare il viaggio gastronomico a Jerez nel 2026
L’anno della Capitale Gastronomica è la scusa perfetta per scoprire la città di Jerez, basta documentarsi e seguire anche i consigli on line dell’Ente spagnolo del Turismo sull’Andalusia. Alcuni consigli pratici:
arrivare è molto semplice dall’aeroporto di Siviglia più treno o bus o macchina a noleggio da Siviglia (1 ora circa)
Periodo migliore per viaggiare: primavera e autunno, anche se Jerez si gode tutto l’anno.
Esperienze imprescindibili:
· Percorso dei tabancos
· Visita alle bodegas
· Mercato e prodotti locali
Abbinate le visite gastronomiche a:
· Flamenco
· Patrimonio storico
· Cultura del cavallo
E qui concludiamo con gli altri due tesori di Jerez che si affiancano alla enogastronomia.
Il primo è l’arte equestre: l’Escuela Andaluza del Arte Ecuestre, una delle più prestigiose al mondo, è un vero e proprio tempio per gli amanti dei cavalli andalusi. I cavalli danzano a ritmo di musica, eseguendo coreografie eleganti e complesse, tramandate da generazioni. Non perdetevi gli show di ballo dei cavalli andalusi, un’esperienza emozionante per apprezzare la maestria dei cavalieri e la grazia degli animali.
Infine il flamenco, noto in tutto il mondo, patrimonio dell’UNESCO, è a Jerez più che mai vivo. I quartieri di San Miguel e Santiago sono considerati le culle del flamenco, dove l’arte si respira per le strade. E nei già citati tabancos si può assistere a spettacoli di flamenco intimi e spontanei, accompagnati da un immancabile bicchiere di vino dolce come la dolce vita di Jerez.

Le foto sono tratte da https://rutadelvinojerez.es e da https://www.jerezcapitalgastronomica.es/
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