Feudo Stagnone, un brand di qualità per rilanciare un territorio unico

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Feudo Stagnone è una linea di vini di alta qualità prodotta dalle Cantine Birgi, una cooperativa vitivinicola situata nella provincia di Trapani. Questa specifica produzione prende il nome dalla celebre Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone di Marsala, un’area della costa occidentale siciliana caratterizzata da saline, mulini e un ecosistema unico. Il progetto e marchio Feudo Stagnone è nato ufficialmente nel 2025 e viene ora rilanciato. Si tratta di una linea d’eccellenza concepita proprio per valorizzare in modo specifico i vigneti coltivati all’interno della Riserva.


La cooperativa produttrice delle Cantine Birgi nasce nel 1960 dalla passione di un gruppo di viticoltori locali desiderosi di unire le forze per proteggere l’eccellenza vinicola del trapanese. La cooperativa vanta quindi oltre sessant’anni di storia alle spalle.

Giuseppe Saladino, presidente

Il brand “Feudo Stagnone” è il fiore all’occhiello, è stato ideato e presentato in anteprima nella primavera/estate dell’anno scorso con debutto ufficiale e presentazioni a rassegne come il Vinitaly. Il progetto è nato appunto per dare un’identità forte e un marchio distinto ai vini migliori ma anche per valorizzare un territorio unico al mondo e che punta a essere inserito nelle liste dell’Unesco. Delle prospettive parliamo con Giuseppe Figlioli, Direttore tecnico di Feudo Stagnone, e con Salvatore Marino, Direttore Commerciale, a margine dell’evento “Trame di Vino”, durante il quale i prodotti sono stati presentati alla stampa specializzata con una degustazione guidata da Andrea Amadei.


Per Figlioli “Lo Stagnone è un contesto meraviglioso dal punto di vista pedoclimatico. La natura compie il suo percorso trasferendo al vigneto tutte le caratteristiche del microclima e della straordinaria biodiversità che insiste su questo territorio. Sono elementi che accarezzano gli acini e che ritroviamo poi nel vino. Un patrimonio naturale che viene accompagnato da un rigoroso lavoro tecnico. La gestione dei vigneti, infatti, si basa su sistemi avanzati di monitoraggio e sulla viticoltura di precisione, strumenti che consentono di individuare il momento ideale della raccolta in funzione degli obiettivi qualitativi e produttivi. Siamo fortunati a poter contare su sistemi di controllo che ci permettono di scegliere con precisione il momento della vendemmia – prosegue – In questo modo tutte le peculiarità dello Stagnone vengono trasferite nel vino e possono essere percepite dal consumatore durante la degustazione”.
“Feudo Stagnone racchiude l’anima di questo territorio – afferma Figlioli -. Il risultato di un importante percorso di valorizzazione che non riguarda soltanto il Grillo, varietà simbolo dell’area, ma anche tutte le altre varietà autoctone che sono state studiate e zonate per produrre vini di qualità”. Il progetto parte infatti dalla consapevolezza che ogni area dello Stagnone possiede caratteristiche specifiche e che la zonazione rappresenta uno strumento fondamentale per individuare le varietà più adatte ai diversi contesti produttivi.

Giuseppe Figlioli

Il brand territoriale non può limitarsi alla sola dimensione vitivinicola. Quando il nome di un territorio diventa un marchio, esso assume la responsabilità di rappresentare l’intero ecosistema economico e sociale che vi opera. “Quando traduci il nome di un territorio in un brand, promuovi tutto ciò che quel territorio rappresenta, osserva Figlioli. Non soltanto il vino, ma anche l’ospitalità, la ristorazione, i B&B, gli hotel e tutti gli operatori che contribuiscono alla sua crescita. Una visione che supera il concetto di semplice promozione commerciale e che punta alla costruzione di un valore condiviso. Negli ultimi anni si parla molto di intelligenza artificiale. Noi crediamo anche nell’intelligenza artigianale e antropica, quella legata all’uomo, alle sue competenze, alla sua capacità di interpretare il territorio e di trasmetterne i valori”.
Tra gli strumenti più efficaci per raccontare questa identità territoriale, Figlioli individua nell’enoturismo una leva strategica fondamentale. Aprire le porte della cantina significa infatti offrire al visitatore non solo un prodotto, ma un’esperienza autentica fatta di relazioni, cultura e condivisione. “L’enoturismo è oggi uno strumento essenziale per le aziende vitivinicole, spiega. Quando accogliamo gli ospiti in cantina, apriamo le porte di casa nostra. Chi arriva da noi deve sentirsi parte della famiglia. L’obiettivo è creare un legame emotivo tra il visitatore e il territorio, trasformando la degustazione in un’esperienza memorabile. Ci auguriamo che attraverso un calice di vino e l’esperienza vissuta in azienda gli ospiti possano sentirsi accolti come familiari. È questo il vero significato dell’ospitalità”.
Fondamentale anche il tema delle Uga, Unità Geografiche Aggiuntive – recentemente proposte all’interno della DOC Marsala. Figlioli considera questo percorso una svolta importante per il futuro della denominazione, perché consente di riconoscere e valorizzare le diverse identità territoriali che compongono il comprensorio marsalese. “Le UGA rappresentano un passaggio fondamentale, afferma, Attendiamo con fiducia il pronunciamento del Ministero, ma il lavoro svolto è stato molto importante. Le quattro aree individuate sono Lo Stagnone, Triglia, San Nicola e l’Altopiano dei Bagli, territori che esprimono caratteristiche produttive differenti e che possono contribuire a rafforzare la riconoscibilità della denominazione. Abbiamo voluto inserire il territorio al centro del progetto. Il nuovo Consorzio del Marsala nasce dalla filiera e la filiera nasce dal territorio”.

Per Salvatore Marino “Feudo Stagnone è un progetto sul quale lavoriamo da circa due anni. Il lancio ufficiale è avvenuto nel maggio 2025 con due etichette simboliche: un Grillo Riserva 2023 e un Perricone Riserva 2023. L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio: creare un marchio capace di rafforzare il legame tra il vino e il territorio della Laguna dello Stagnone, trasformando un luogo straordinario in un elemento distintivo dell’offerta vitivinicola. Feudo Stagnone nasce dall’idea di legarci sempre di più al territorio in cui operiamo. Un territorio unico sia dal punto di vista turistico e culturale sia sotto il profilo vitivinicolo”.
Marino sottolinea come la forza del progetto risieda proprio nell’eccezionalità del contesto ambientale in cui nasce. “Parliamo di un territorio che si sviluppa all’interno della Riserva dello Stagnone e che comprende circa 800 ettari complessivi. Di questi, circa 450-460 ettari conferiscono le proprie uve alla nostra struttura. Numeri che attribuiscono all’azienda una responsabilità significativa nella tutela e nella valorizzazione dell’area. Rappresentiamo circa il 60% della produzione vitivinicola della laguna. È una presenza importante che ci spinge a interpretare questo territorio con uno stile giovane, contemporaneo e orientato al futuro”.

Salvatore Marino


Feudo Stagnone non nasce soltanto come progetto produttivo, ma come vero e proprio marchio territoriale destinato a presidiare segmenti di mercato ben definiti. “Feudo Stagnone è un brand creato per valorizzare i vini della laguna e per posizionarli principalmente nel canale Horeca, spiega Marino. Il progetto si rivolge infatti al mondo della ristorazione di qualità, delle enoteche specializzate e degli operatori capaci di raccontare il valore culturale e identitario dei vini. Il nostro obiettivo è lavorare sia sul mercato italiano sia su quello internazionale, attraverso una distribuzione che privilegi il racconto del territorio e la qualità dell’esperienza”. A poco più di un anno dal lancio, il brand sta già registrando risultati incoraggianti in diversi mercati strategici. “L’Italia rimane il nostro principale punto di riferimento e la Sicilia rappresenta naturalmente il mercato più vicino e più importante, osserva Marino. Accanto al consolidamento nazionale, l’azienda sta però sviluppando una presenza sempre più significativa all’estero. Dal maggio 2025 stiamo ottenendo ottimi riscontri in diversi Paesi europei, in particolare Germania, Regno Unito, Francia e Polonia, mercati storicamente rilevanti per la nostra struttura. Ed è proprio su questo principio che si fonda il progetto Feudo Stagnone: trasformare il paesaggio della laguna, la sua biodiversità e la sua tradizione vitivinicola in un racconto contemporaneo capace di dialogare con i mercati internazionali senza perdere il legame con le proprie radici”.

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