{"id":309,"date":"2015-01-06T21:19:00","date_gmt":"2015-01-06T20:19:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/?p=309"},"modified":"2015-03-20T01:03:02","modified_gmt":"2015-03-20T00:03:02","slug":"pechino-dagli-imperatori-al-capitalismo-comunista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/2015\/01\/pechino-dagli-imperatori-al-capitalismo-comunista\/","title":{"rendered":"PECHINO DAGLI IMPERATORI AL CAPITALISMO COMUNISTA"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><\/p>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ingresso-2Bcitt-C3-A0-2Bproibita.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/ingresso-2Bcitt-C3-A0-2Bproibita.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp; &nbsp;L&#8217;ingresso della Citt\u00e0 Proibita con il grande ritratto di Mao<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">\u00abSignori imperadori, re e duci e tutte altre genti che volete sapere le diverse generazioni delle genti e le diversit\u00e0 delle regioni del mondo, leggete questo libro dove le troverrete tutte le grandissime maraviglie e gran diversitadi delle genti d&#8217;Erminia, di Persia e di Tarteria, d&#8217;India e di molte altre province\u00bb. Cos\u00ec Marco Polo iniziava il suo \u00abMilione\u00bb. Ma il viaggio verso l\u2019Estremo Oriente e verso \u201cle diversit\u00e0 delle genti\u201d per noi \u00e8 cominciato non con una carovana ma con un aereo Air China, un Airbus nuovo di zecca. Le hostess parlano cinese e inglese, sono gentili e subito presenti appena si suona il campanello. Periodicamente, puliscono persino i bagni. Film e programmi sul televisorino sono tutti in cinese e inglese. La notte passa rapida con la parte finale del \u00abSignore degli anelli\u00bb e Gollum che sibila nel buio \u00abTreassure, my treassure\u00bb&#8230;<\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><a name='more'><\/a><span style=\"font-size: large;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<div><o:p><span style=\"font-size: large;\">&nbsp;<\/span><\/o:p><span style=\"color: #333333; font-family: 'Times New Roman', serif;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/span><\/div>\n<div><o:p><span style=\"font-size: large;\"><\/span><\/o:p><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: large;\">Arriviamo intorno alle 14, ora di Pechino, nel terminal C dell\u2019aeroporto: \u00e8 stato finito per le Olimpiadi, su progetto di Sir Norman Foster (quello del palazzo-proiettile di Londra). L\u2019impatto \u00e8 davvero eccezionale: visto dall\u2019alto ricorda un drago e il parcheggio coperto l\u00ec davanti sembra il guscio di una tartaruga. Osservato dall\u2019interno, il soffitto spiovente d\u00e0 una visione avvolgente dell\u2019enorme area (1,3 milioni di mq) e tanti archi metallici luccicano su un fondo rosso-arancione (le squame del drago?).<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Riprendiamo le valigie, controlli veloci e all\u2019uscita incontriamo la nostra guida, Chang Ching (o qualcosa del genere). \u00c8 una giovane magrolina e occhialuta di 25 anni che ha studiato 10 mesi a Perugia e parla un buon italiano. I genitori le cambiarono il nome da piccolina perch\u00e9 piangeva sempre: quello attuale significa infatti Serena. Come fanno le guide cinesi, ci invita quindi a chiamarla con il nome italiano.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Il nostro albergo, il Crowne Plaza (catena americana), \u00e8 in centro, sulla via Wangfujing, isola pedonale e piena di negozi, a poca distanza dalla piazza Tienanmen. L\u2019hotel cinque stelle \u00e8 infatti elegantissimo, nella grande hall ci sono persino due ascensori panoramici. Unico neo: l\u2019acqua dai rubinetti non \u00e8 potabile e non lo sar\u00e0 in nessun altro hotel cinese. Accanto al lavandino si trovano due bottigliette di minerale, evidentemente per almeno lavarsi i denti senza troppi rischi.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Chiediamo alla guida e ci spiega che \u00e8 questa la normalit\u00e0: anche a casa sua devono bollire l\u2019acqua dei rubinetti prima di poterla usare per scopi alimentari ed \u00e8 cos\u00ec un po\u2019 dovunque a Pechino.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Ci informano anche degli orari anticipati dei pasti in Cina: il pranzo (cinese, in corso di escursioni) sar\u00e0 sempre intorno a mezzogiorno, la cena (col tour operator si \u00e8 concordato che si tratti di buffet internazionali) dalle 18 in poi. Siamo ormai a ridosso dell\u2019orario e, stravolti dal fuso orario e dalla fame (per il nostro stomaco \u00e8 mezzanotte), ci presentiamo al ristorante dell\u2019albergo. Il buffet \u00e8 davvero all\u2019altezza: c\u2019\u00e8 il sushi ma anche salmone, gamberoni e cozze. Ci sono i piatti cinesi ma si possono chiedere bistecche o pesce alla griglia e il cuoco le prepara all\u2019istante. Gran tavolo di dolci e persino la fontana di cioccolato dove intingere pezzetti di frutta. <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/spettacolopechino.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/spettacolopechino.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Spettacolo folkloristico<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0cm;\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Dopo cena facciamo prenotare alla guida i biglietti per uno spettacolo di kung-fu in un teatro. La sorpresa positiva \u00e8 il costo del taxi: tragitti di andata e ritorno di circa 20 minuti, spesa in totale 32 yuan (l\u2019equivalente di 3 euro e venti centesimi). Abbiamo posti in terza fila e lo spettacolo \u00e8 molto simpatico: in scena pi\u00f9 di 30 ballerini acrobati. Il pi\u00f9 bravo \u00e8 anche capace di stare in equilibrio su una spada o di infrangere, con una testata, tre lastre di marmo. Da questa mossa nasce l\u2019urlo che sar\u00e0 il tormentone del nostro viaggio: UATTOO\u2019&#8230;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Da pronunciare, facendo il gesto di infilare due dita negli occhi dell\u2019avversario, quando si fa un buon affare ai danni dei cinesi. O subire dagli altri quando prenderemo i bidoni dai cinesi. Per il taxi risparmioso intanto primo UATTOO\u2019&#8230;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/piazzatienanmen.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/piazzatienanmen.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Piazza Tienanmen e la coda per visitare il mausoleo di Mao<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><o:p><span style=\"font-size: large;\">&nbsp;<\/p>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/citt-C3-A0proibita.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/citt-C3-A0proibita.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><\/span><\/o:p><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Padiglioni giganteschi all&#8217;interno della citt\u00e0 proibita<\/span><\/span><\/div>\n<div><o:p><span style=\"font-size: large;\"><\/span><\/o:p><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">LA CITTA\u2019 PROIBITA<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Primo giorno, eccoci a piazza Tienanmen, la pi\u00f9 grande del mondo. Il colpo d\u2019occhio \u00e8 davvero impressionante, anche se il ricordo delle immagini dei carri armati e dei massacri degli studenti nell\u201989 non si \u00e8 scolorito. L\u2019enorme piazza rettangolare venne creata dal regime comunista a fianco e come contraltare alla Citt\u00e0 proibita. Tanto che il mausoleo di Mao, con la sua architettura stalinista, ne occupa tutta una parte. L\u00ec davanti la coda di turisti e cinesi \u00e8 davvero lunga: non siamo molto interessati alla mummia e quindi ci dirigiamo all\u2019ingresso della Citt\u00e0 dalle 9999 stanze (in realt\u00e0 qualche centinaio in meno, dicono gli esperti). <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Si passa sotto l\u2019enorme foto di Mao, ma l\u2019emozione \u00e8 grande nell\u2019attraversare le spesse e rosse mura. Entriamo nel regno degli imperatori della Cina, carico di quasi sei secoli di storia. UATTOO\u2019 di felicit\u00e0&#8230;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/citt-C3-A0proibita2.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/citt-C3-A0proibita2.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Padiglioni all&#8217;interno della citt\u00e0 proibita<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">A pianta quadrata, la Citt\u00e0 Proibita \u00e8 il centro ideale di Pechino: la capitale si sviluppa man mano intorno agli edifici imperiali con un reticolato regolare di strade ortogonali e porzioni di territorio chiamate anelli. Attraversate le mura della Porta Meridiana, e poi i cinque ponti di marmo sul fiume Goldwater, ci si trova di fronte la maestosa Entrata dell\u2019Armonia Suprema.&nbsp;<\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/pontidimarmo.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/pontidimarmo.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;I ponti di marmo bianco sul fiume Goldwater<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Oltre la quale si stagliano, uno dietro l\u2019altro, gli edifici resi famosi dal film \u00abL\u2019ultimo imperatore\u00bb di Bertolucci (ci dicono che \u00e8 stato l\u2019ultimo regista ad avere l\u2019autorizzazione a girare l\u00ec). E poi altre porte, altri palazzi, in un inseguirsi di forme squadrate, sempre con un cortile interno su cui danno tutte le stanze. <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">In vista delle Olimpiadi sono stati effettuati numerosi restauri e i palazzi si presentano splendenti di rosso e di blu. La nostra guida Serena ci segue e spiega con efficacia l\u2019insieme della filosofia che penetra le architetture ma anche i dettagli: le 9 borchie su ogni portone, il numero imperiale (il 10 era riservato alla divinit\u00e0). E ad ogni portone la trave incassata a terra per fermare sulla soglia gli spiriti maligni. Sugli spigoli dei tetti dei palazzi pi\u00f9 importanti i nove animali in fila e il giallo-oro colore della dinastia Quing, appunto l\u2019ultima (solo l\u2019imperatore poteva indossare abiti di quel colore). Le decorazioni col drago e la fenice, simboli dell\u2019imperatore e dell\u2019imperatrice. I guardiani: il leone con la sfera e la leonessa che accarezza con la zampa il figlioletto, posti a ogni ingresso&#8230;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/bestiemitologiche.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/bestiemitologiche.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Le bestie&nbsp;mitologiche (leoni, draghi, fenici, cavalli volanti, unicorni) si alternano col compito di proteggere l\u0092edificio dagli spiriti maligni<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">In oltre tre ore di tour a piedi riusciamo a farci appena una pallida idea dei molteplici luoghi dove gli imperatori regnavano e lavoravano, insieme con eunuchi, funzionari, militari, fra intrighi di corte e sfarzo di gioielli. Alla sera tutti i maschi fuori, tranne l\u2019imperatore: per evitare dubbi sui discendenti&#8230;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Impossibile descrivere tutto e d\u2019altronde per questo basta una buona guida: il consiglio \u00e8 allora di godersi soprattutto l\u2019insieme dei maestosi spazi e delle armoniose architetture. Gli interni dei palazzi e dei cortili risultano infatti parzialmente spogli: per questo \u00e8 anche importante una visita al Museo del Palazzo (si paga un biglietto a parte) dove sono custoditi splendidi gioielli, orologi, vestiti e arredi di corte. Anche se la maggior parte del \u00abtesoro\u00bb imperiale fu trafugata dai nazionalisti di Chang Khai Chek, sconfitti da Mao, e si trova tuttora al museo di Taiwan.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">A pranzo andiamo in un ristorante cinese molto elegante, all\u2019interno di un hotel. Ci servono quindici pietanze diverse su una grande vassoio girevole al centro del tavolo: pollo e manzo, funghi e verdure varie, tutto a bocconcini o striscioline. Ci stupiamo perch\u00e9 davanti a noi abbiamo solo piattini minuscoli che usiamo all\u2019occidentale, posandovi con difficolt\u00e0 ci\u00f2 che preleviamo dal centrotavola. Dopo le risate delle cameriere che non ci staccano gli occhi di dosso, capiamo che in realt\u00e0 i cinesi con le bacchettine prendono i bocconi dai piatti di portata e li portano direttamente in bocca, senza passare dal piattino che \u00e8 messo l\u00ec giusto per figura. Ma, insomma, comunque riusciamo a mangiare e abbiamo anche il &#8230;coraggio di usare, con una certa destrezza, le bacchette (con un moto di piet\u00e0 al tavolo dopo un po\u2019 ci portano in ogni caso le posate).<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">IL PALAZZO D\u2019ESTATE<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Di pomeriggio \u00e8 la volta del Palazzo d\u2019Estate, residenza vacanziera dei regnanti, portato all\u2019attuale splendore dalla Imperatrice Cixi. In origine concubina di terzo grado, riusc\u00ec a impadronirsi del potere per quasi cinquant\u2019anni, governando prima in nome del proprio figlio (morto a 18 anni), poi grazie a intrighi e complotti fino al 1908, tirando le fila di imperatori-fantocci e portando la dinastia Quing alla consunzione e rovina finale. Per dirne una, fece uccidere una concubina che le si opponeva: arrotolata in un tappeto e gettata viva in un pozzo della Citt\u00e0 dagli eunuchi. \u00c8 rappresentata anche all\u2019inizio del film di Bertolucci: in punto di morte nomina l\u2019ultimo imperatore ancora bambino e, appena spirata, le chiudono la bocca con una perla nera.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Il Palazzo e il giardino meritano una lunga visita: atmosfere fiabesche sul lungolago, con la passeggiata coperta (750 metri), di legno intarsiato e dipinto con vari paesaggi o scene mitologiche, che univa i vari edifici della residenza. Il Changlang (Lungo corridoio) termina con la \u00abNave di marmo\u00bb, una follia costosissima dove Cixi prendeva il t\u00e8. Per l\u2019intero complesso, a quanto pare, l\u2019imperatrice dissip\u00f2 la somma che era destinata alla costruzione di una grande flotta militare&#8230;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/operadipechino.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/operadipechino.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp; &nbsp; Uno spettacolo al Museo nazionale dell\u0092Opera di Pechino<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Al termine prendiamo un\u2019imbarcazione con la testa di drago per un piacevolissimo giro a ritroso sul lago. La serata si conclude con uno spettacolo al Museo nazionale dell\u2019Opera di Pechino, per la verit\u00e0 consigliabile solo agli appassionati del genere (i ragazzi rumoreggiano&#8230;).<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">AVVERTENZE PER LO SHOPPING E I TAROCCHI<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Prima e dopo la visita al Palazzo d\u2019Estate \u00e8 tempo di shopping: ci portano prima in una fabbrica di perle di fiume, poi in una fabbrica di seta, con tanto di spiegazioni e dimostrazioni con ostriche e bachi da seta, tutto sommato interessanti. <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Qui occorre per\u00f2 un\u2019avvertenza, utile per tutti: le guide in Cina sono impiegati statali e guadagnano ben poco (lo stipendio medio mensile, ricordate, \u00e8 l\u2019equivalente di 400 euro). Le guide arrotondano quindi con le percentuali sugli acquisti che procacciano. E\u2019 anche vero che il governo, di fatto, obbliga a portare i turisti nelle fabbriche e nei magazzini statali, anche se queste visite non sono menzionate nei programmi delle agenzie di viaggio.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">In sostanza, \u00e8 bene chiarire subito con la guida se si \u00e8 davvero interessati a visite del genere e soprattutto quanto tempo si vuole dedicare. Da parte nostra, l\u2019avvertenza \u00e8 anche questa: nei magazzini statali i prezzi di partenza, in teoria fissi, sono abbastanza cari. Ma \u00e8 comunque possibile trattare, rivolgendosi ai responsabili del negozio (le commesse non hanno molti margini). <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Certamente, si trovano prezzi pi\u00f9 abbordabili negli altri negozi o nei mercatini o sulle bancarelle. Ma se si vuole essere certi della qualit\u00e0 dei prodotti, e non prendere bidoni, \u00e8 bene affidarsi ai negozi statali per quanto riguarda giada o pietre preziose, seta, cachemire e pashmina, ceramica di valore e cloisonn\u00e9 (una particolare tecnica di lavorazione e decorazione dei vasi di rame). Nei magazzini statali vengono forniti anche scontrini, ricevute e certificati di garanzia, comunque utili per superare indenni la dogana. Per i prezzi &#8211; dopo lunghe, estenuanti trattative &#8211; sulle pietre preziose siamo riusciti ad avere sconti anche del 35-40% (soprattutto se si acquistano pi\u00f9 oggetti). Meno elasticit\u00e0 su altri articoli come quelli di seta (sciarpe, trapunte, piumini, copriletto), comunque convenienti rispetto ai prezzi italiani.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Tutt\u2019altra musica nei negozi non statali: rispetto al primo prezzo, si pu\u00f2 arrivare tranquillamente a sconti anche del 60-70% a seconda della vostra abilit\u00e0 nel contrattare e del tempo a disposizione. Sempre buono il vecchio trucco di fingere di uscire dal negozio, per farsi inseguire dal negoziante urlante con l\u2019ultimo ribasso.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Qui occorre anche aprire il capitolo della merce taroccata. In teoria si tratta di un commercio proibito e all\u2019inizio le guide vi racconteranno che non vogliono averci niente a che fare. Dopo varie insistenze, si faranno invece convincere ad accompagnarvi, con aria furtiva, in un retrobottega o in una casa privata o in vere e proprie centrali del tarocco. Anche qui le guide hanno la loro percentuale: il venti per cento di quel che spenderete.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Occorre anche dire che in Cina si trova ben altro, oltre alla merce taroccata in modo grossolano, di cui sono piene le bancarelle di tutte le piazze italiane (e del mondo occidentale). Esistono infatti copie perfette di borse, t-shirt, orologi, penne e quant\u2019altro, cos\u00ec identiche agli originali griffati da alimentare pi\u00f9 di un sospetto. L\u2019ipotesi \u00e8 che le stesse fabbriche che di giorno producono per la griffe, di notte si mettano nuovamente in moto per il mercato parallelo e clandestino. Oppure che proprio da quella fabbrica vengano \u00abtrafugati\u00bb, grazie a custodi consenzienti e poliziotti corrotti, i prodotti finiti, insieme con marchi, materie prime, etichette etc.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Tutto ci\u00f2 (e la guerra commerciale in corso) coincide con una filosofia tutta cinese: se in Occidente l\u2019arte e l\u2019artigianato hanno pi\u00f9 valore se sono originali e creativi, in Cina il \u00abmaestro\u00bb, l\u2019artista, il bravo artigiano \u00e8 considerato tale solo se riesce a imitare in modo perfetto un originale (frutto dell\u2019opera dell\u2019uomo o della natura, come nel caso dei giardini cinesi e dei bonsai). Ecco quindi che la \u00abfilosofia del tarocco\u00bb ha radici profonde e ancestrali in Cina ed \u00e8 una delle \u00abcause\u00bb della mostruosa crescita economica degli ultimi anni, con il Pil che aumenta con un ritmo di diversi punti all\u2019anno <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><span style=\"font-size: large;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/muraglia.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/muraglia.jpg\" height=\"400\" width=\"300\" \/><\/a><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">SCALARE LA GRANDE MURAGLIA<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Nuova giornata di visite, baciata dal sole (?) di Pechino. Siamo sempre sui 30 gradi e l\u2019umidit\u00e0 \u00e8 altissima, oltre il 90%, come per tutto il viaggio. Mescolandosi allo smog, diventa una nebbiolina persistente, mentre il caldo mozza il respiro dopo pochi passi. In citt\u00e0 non riusciamo a vedere il cielo nemmeno una volta. A sorpresa non si vedono neanche tante biciclette, almeno in centro. Le auto, secondo le statistiche, si vanno infatti moltiplicando e l\u2019inquinamento di pari passo. <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">In programma la visita alla Grande Muraglia, nel tratto di Badaling, a circa 55 chilometri da Pechino. La prima buona notizia \u00e8 che col pullmino possiamo arrivare fino al grande parcheggio proprio sotto l\u2019ingresso. I turisti cinesi, invece, vengono bloccati in anticipo, in altre piazzuole a distanza considerevole. Per loro la scalata di \u00abThe Great Wall\u00bb inizia molto prima.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/muraglia2.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/muraglia2.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Un luogo comune, alimentato dallo sciovinismo cinese (si trova pure in molte guide), \u00e8 che la Muraglia sia l\u2019unica opera dell\u2019uomo visibile dalla Luna. In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. Ma con i suoi 6430 chilometri \u00e8 certamente ben visibile dai satelliti, se vi accontentate (ho verificato in una foto). In origine ideata dal primo imperatore, Quin Huangdi (ne riparleremo a proposito di Xian), poi completata sotto la dinastia Ming, infine \u00e8 stata restaurata recentemente in alcuni tratti. La zona di Badaling \u00e8 affollatissima di turisti ma anche di cinesi: d\u2019altronde lo stesso Mao diceva che \u00abnon pu\u00f2 chiamarsi uomo chi almeno una volta non ha scalato la Grande Muraglia\u00bb.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/muraglia3.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/muraglia3.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Come un serpente, la fortificazione sale sul crinale delle montagne, adattandosi alle curve naturali, e il colpo d\u2019occhio \u00e8 davvero spettacolare. In pochi minuti si raggiunge un\u2019altezza ragguardevole. Si pu\u00f2 seguire con lo sguardo il nastro che si inerpica fino all\u2019orizzonte da una parte all\u2019altra. Ogni cento metri c\u2019\u00e8 una torretta che permette una breve sosta: in alcuni tratti il sentiero \u00e8 davvero scosceso e intervallato da gradini ripidi. Il giorno prima \u00e8 anche piovuto e si rischia di scivolare sull\u2019acciottolato ad ogni passo. Immaginate come i blocchi di roccia siano stati issati dalle vallate fin lass\u00f9 e si comprender\u00e0 anche il numero imprecisato di persone che ha perso la vita per realizzare una simile opera, risultata poi pressoch\u00e9 inutile dal punto di vista militare.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Dopo un paio d\u2019ore di andirivieni, sfiniti torniamo al parcheggio, non senza prima aver fatto una sosta nei negozietti, dove Francesco non resiste e compra la maglietta con la scritta \u00abHo scalato la Grande Muraglia\u00bb.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Pranziamo nel ristorante di una fabbrica di cloisonn\u00e8. Senza gli occhi delle cameriere puntati addosso, ci divertiamo a usare le bacchettine. Ci servono anche un liquore bianco di riso, equivalente del sak\u00e8 giapponese. Sull\u2019etichetta della bottiglia riusciamo a decifrare: 56 gradi.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">TOMBE DEI MING E VIA SACRA<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Di pomeriggio visita alle tombe dei Ming e alla via Sacra: un lungo viale con statue (sacerdoti, guerrieri, animali) da entrambi i lati che termina con una enorme tartaruga, simbolo della longevit\u00e0 (toccare per credere). La guida e i familiari esausti propongono di prendere le macchinine elettriche, ma io insisto e facciamo tutta la Via a piedi. Alla fine ne valeva la pena: il luogo ha infatti un\u2019atmosfera sospesa e incantata davvero unica. UATTOO\u2019 per aver resistito&#8230;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Sulla via del ritorno diamo un\u2019occhiata alla zona dei nuovi impianti olimpici.&nbsp;<\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/stadioolimpico.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/stadioolimpico.jpg\" height=\"231\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #333333; font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: small; text-align: -webkit-left;\">&nbsp; Stadio Olimpico Nido d&#8217;uccello<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Il famoso stadio \u00abNido d\u2019uccello\u00bb (progetto di Herzog &amp; De Meuron e del cinese Ai Weiwei) e il \u00abCubo\u00bb (Aquatics center) per gli sport d\u2019acqua. Qui andrebbe fatto una parentesi sulla scaramanzia dei cinesi e sul loro rapporto con i numeri. Ma basta dire che pagano fior di quattrini per aggiudicarsi le targhe delle auto con i numeri pi\u00f9 fortunati tra cui \u2013 secondo loro &#8211; le sequenze con il numero 8&#8230;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/hutong1.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/hutong1.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I vicoli Hutong nel centro storico percorribili con le carrozzelle<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">I VICOLI DEGLI HUTONG<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Rientrati a Pechino, trasferimento in una delle zone pi\u00f9 caratteristiche, quella degli Hutong, le case popolari a un piano. Siamo nel centro storico con i suoi vicoletti, almeno quelli sopravvissuti al sacco edilizio, durato fino agli anni Novanta. Una esperta sinologa come Renata Pisu ha parlato addirittura di un 70% della vecchia Pechino travolto dal cemento e dai grattacieli negli ultimi anni. <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Facciamo un giro in risci\u00f2 a pedali, con diverse soste. Una zona vicina al lungofiume \u00e8 piena di localini e negozietti per turisti. Giovani con i capelli colorati e l\u2019aria da punk occupano i tavoli dei pub. Altre zone pi\u00f9 interne e degradate ci riportano indietro nel tempo, a una Cina che forse \u00e8 gi\u00e0 sparita sotto le ruspe mentre stiamo scrivendo. <o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/hutong2.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/hutong2.jpg\" height=\"300\" width=\"400\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;I vicoli Hutong nel centro storico<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Visitiamo una casetta in cui abita una coppia di anziani. Lo schema \u00e8 sempre quello quadrato, con un cortile interno su cui danno tutte le stanzette. All\u2019interno spiccano tv e computer nuovi, di buona qualit\u00e0, in mezzo alla miseria pi\u00f9 nera. La signora ci riceve affabilmente ma \u00e8 costretta ad ammettere che i suoi figli preferiscono vivere lontano, nei grattacieli. Salutiamo e ci immergiamo nuovamente nel vortice degli hutong. Ci risponde anche il corvo della coppia, abituato a dire Nihao (buongiorno).<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/anatralaccata.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/anatralaccata.jpg\" height=\"400\" width=\"300\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Di sera cena con l\u2019anatra laccata in un elegante ristorante. Col cameriere che affetta la \u00abprelibata\u00bb pietanza davanti a noi, munito di coltellaccio e mascherina da chirurgo. Per mesi, prima della partenza, questo piatto era diventato il simbolo dell\u2019incubo gastronomico che la Cina rappresentava&#8230;e invece mangiamo di gusto e senza problemi. Difficile descrivere il sapore, nulla a che vedere col pollo. Piuttosto sembra quasi una porchetta, soprattutto la pelle glassata diventa gustosa e croccante&#8230;UATTOO\u2019 di felicit\u00e0, viene proprio dal palato.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<table align=\"center\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/tempiodelcielo.jpg\" style=\"margin-left: auto; margin-right: auto;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/tempiodelcielo.jpg\" height=\"400\" width=\"300\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\">\n<div align=\"LEFT\" style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il Tempio del Cielo, patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 protetto dall\u0092&#8217;Unesco<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">L\u2019indomani la visita \u00e8 al Tempio del Cielo, patrimonio dell\u2019Unesco, oggi anche parco pubblico. Due volte all\u2019anno l\u2019imperatore vi si recava per ringraziare per il raccolto gi\u00e0 fatto e per propiziare il raccolto venturo. L\u2019edificio di maggior pregio \u00e8 il rotondo Quinian Dian (appunto la Sala della preghiera per i buoni raccolti), tutto di legno, costruito senza l\u2019uso di un solo chiodo, alto 40 metri con tre livelli coperti di tegole blu intenso. L\u2019enorme parco \u00e8 l\u2019occasione per vedere il variopinto popolo cinese dedicarsi al ballo, al badminton, agli aquiloni, ai canti o a gettare urla al Muro dell\u2019Eco.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Infine con la giovane guida Serena torniamo all\u2019aeroporto-dragone, salutiamo e diamo una meritata mancia a lei e all\u2019autista. UATTOO\u2019 di ringraziamento\u2026<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp;L&#8217;ingresso della Citt\u00e0 Proibita con il grande ritratto di Mao &nbsp; \u00abSignori imperadori, re e duci e tutte altre genti che volete sapere le diverse generazioni delle genti e le diversit\u00e0 delle regioni del mondo, leggete questo libro dove le troverrete tutte le grandissime maraviglie e gran diversitadi delle genti d&#8217;Erminia, di Persia e di Tarteria, d&#8217;India e di molte altre province\u00bb. Cos\u00ec Marco Polo iniziava il suo \u00abMilione\u00bb. Ma il viaggio verso l\u2019Estremo Oriente e verso \u201cle diversit\u00e0 delle genti\u201d per noi \u00e8 cominciato non con una carovana ma con un aereo Air China, un Airbus nuovo di zecca. Le hostess parlano cinese e inglese, sono gentili e subito presenti appena si suona il campanello. Periodicamente, puliscono persino i bagni. Film e programmi sul televisorino sono tutti in cinese e inglese. La notte passa rapida con la parte finale del \u00abSignore degli anelli\u00bb e Gollum che sibila nel buio \u00abTreassure, my treassure\u00bb&#8230; &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; Arriviamo intorno alle 14, ora di Pechino, nel terminal C dell\u2019aeroporto: \u00e8 stato finito per le Olimpiadi, su progetto di Sir Norman Foster (quello [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":541,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diari"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>PECHINO DAGLI IMPERATORI AL CAPITALISMO COMUNISTA - Viaggi Arte e Cucina<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/2015\/01\/pechino-dagli-imperatori-al-capitalismo-comunista\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"PECHINO DAGLI IMPERATORI AL CAPITALISMO COMUNISTA - Viaggi Arte e Cucina\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&nbsp; &nbsp;L&#8217;ingresso della Citt\u00e0 Proibita con il grande ritratto di Mao &nbsp; \u00abSignori imperadori, re e duci e tutte altre genti che volete sapere le diverse generazioni delle genti e le diversit\u00e0 delle regioni del mondo, leggete questo libro dove le troverrete tutte le grandissime maraviglie e gran diversitadi delle genti d&#8217;Erminia, di Persia e di Tarteria, d&#8217;India e di molte altre province\u00bb. 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