{"id":316,"date":"2014-12-12T17:09:00","date_gmt":"2014-12-12T16:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/?p=316"},"modified":"2015-04-22T10:21:28","modified_gmt":"2015-04-22T08:21:28","slug":"arancine-alla-carne-e-al-burro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/2014\/12\/arancine-alla-carne-e-al-burro\/","title":{"rendered":"ARANCINE ALLA CARNE E AL BURRO"},"content":{"rendered":"<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/DSC_0006.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/DSC_0006.jpg\" height=\"265\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<span style=\"line-height: 150%;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"border: none; line-height: 150%; margin-bottom: 0.32cm; margin-top: 0.21cm; padding: 0cm;\"><span style=\"color: #222222; font-family: Times New Roman, serif; font-size: large; line-height: 150%;\">Alcune leggende raccontano che l\u2019arancina nacque per caso da un emiro arabo che invent\u00f2 il timballo di riso in seguito manipolato fino fargli prendere la forma attuale. Difficile per\u00f2 trovare delle fonti storiche che possano confermare questa tesi. Secondo diversi studiosi, invece, le arancine siciliane deriverebbero dal miglioramento di un comunissimo modo di mangiare del mondo arabo. Gli arabi, infatti, erano soliti mettere nella mano sinistra del riso lessato dove aggiungevano pezzettini di carne ovina per poi portare il tutto in bocca. Nascerebbe cos\u00ec l\u2019arancina che nel tempo \u00e8 stata sottoposta ad un processo di arricchimento del gusto e degli ingredienti.<\/span><span style=\"font-size: large; line-height: 150%;\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<div style=\"border: none; line-height: 150%; margin-bottom: 0.32cm; margin-top: 0.21cm; padding: 0cm;\"><span style=\"font-size: large;\"><\/span><\/div>\n<p><a name='more'><\/a><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/DSC_0004.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/DSC_0004.jpg\" height=\"265\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"border: none; line-height: 150%; margin-bottom: 0.32cm; margin-top: 0.21cm; padding: 0cm;\"><\/div>\n<div style=\"border: none; line-height: 150%; margin-bottom: 0.32cm; margin-top: 0.21cm; padding: 0cm;\"><span style=\"color: #222222; font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: large; line-height: 150%;\">Maschile o femminile? Arancina o arancino? Nella Sicilia orientale, messinese e catanese soprattutto, si dice arancino ed ha la classica forma a pera.  A Palermo l\u2019arancina ha invece una forma rotonda simile ad una arancia di cui la Sicilia \u00e8 ricca e dalla quale prende il nome per analogia. Le arancine costituiscono una delle pi\u00f9 classiche preparazione a base di riso della cucina tipica siciliana e sostituiscono molto bene il primo piatto perch\u00e9 in definitiva si tratta di un timballetto di riso, alimento che fu importato in Sicilia dagli arabi.<\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"color: #444444; font-size: large;\">Ingredienti per preparare circa 20 arancine, met\u00e0 alla carne e met\u00e0 al burro<\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><span style=\"color: #444444;\"><u>Per il riso <\/u><\/span><span style=\"color: #444444;\"><br \/>1 kg di riso originario o Roma<br \/>2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)<\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><span style=\"color: #444444;\">un bicchiere di vino bianco<br \/>una bustina di zafferano<br \/>una cipolla medio-piccola<br \/>olio extravergine di oliva q.b.<br \/>sale q.b.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><span style=\"color: #444444;\"><u>Per il ripieno &#8220;al burro&#8221; <\/u><\/span><span style=\"color: #444444;\">con prosciutto cotto, mozzarella e besciamella (per circa 9 arancine)<br \/>80 g di prosciutto cotto in una fetta sola <br \/>120 g di mozzarella<br \/>150 ml di latte + 15 g di farina + 10 g di burro + sale q.b. per la besciamella<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><span style=\"color: #444444;\"><u>Per il ripieno &#8220;alla carne&#8221; <\/u><\/span><span style=\"color: #444444;\">con rag\u00f9 e piselli (per circa 9 arancine)<br \/>300 g di macinato di vitello (1\u00b0 taglio)<br \/>100 g piselli surgelati<br \/>180 g di polpa di pomodoro<br \/>un cucchiaio scarso di concentrato di pomodoro + tre dita d&#8217;acqua in un bicchiere<br \/>una cipolla piccola, una carota, un gambetto di sedano, una foglia d&#8217;alloro<br \/>1\/2 bicchiere circa di vino bianco per sfumare<br \/>olio extravergine di oliva q.b.<br \/>sale q.b.<\/span><br \/><span style=\"color: #444444;\"><u>Per la panatura<\/u><\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><span style=\"color: #444444;\">500 g di pangrattato  e 3-4 uova<\/span><br \/><span style=\"color: #444444;\"><u>Per la frittura<\/u><\/span><br \/><span style=\"color: #444444;\">3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\">Il riso ed il rag\u00f9 vanno preparati con qualche ora d&#8217;anticipo, anche un giorno prima, perch\u00e9 al momento della preparazione delle arancine devono essere ben freddi.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><b>Per il riso<\/b>, preparare il brodo vegetale con gli aromi. Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.<br \/>In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio extravergine di oliva  e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. Versare il vino e fare sfumare. Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all&#8217;occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura.<br \/>Fermare la cottura quando il riso sar\u00e0 al dente e si presenter\u00e0 piuttosto compatto (ovvero non dev&#8217;essere cremoso come un risotto). Immergere il tegame nel lavello riempito d&#8217;acqua fredda (evitando che l&#8217;acqua entri all&#8217;interno) . Se serve, per abbattere ulteriormente la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l&#8217;acqua fredda dentro il lavello.<br \/>Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinch\u00e9 raffreddi completamente. Poi coprire con carta d&#8217;alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.<\/span><\/span><br \/><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><br \/><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/DSC_0012.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/DSC_0012.jpg\" height=\"265\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><\/p>\n<p><b>Per il rag\u00f9<\/b> versate un filo d&#8217;olio e.v.o. in un tegame e fate appassire un po&#8217; di cipolla tagliata<br \/>finemente , versare i pisellini, coprire con un po&#8217; d&#8217;acqua, salare e cuocere per una decina di minuti o comunque il necessario (devono essere cotti ma non scotti). Scolare e tenere da parte.<br \/>Tagliare finemente, o tritare al mixer, la carota, la cipolla e il sedano. Insieme alla foglia d&#8217;alloro, fare rosolare gli aromi tritati in un giro d&#8217;olio extravergine di oliva dentro un tegame.<br \/>Aggiungere la carne e farla rosolare, sgranandola nel frattempo con un cucchiaio di legno perch\u00e9 la grana risulti fine. Sfumare con il vino bianco. Lasciare evaporare i liquidi e quindi aggiungere la polpa di pomodoro e il concentrato di pomodoro sciolto nell&#8217;acqua. Salare e fare cuocere a fiamma bassa per circa mezz&#8217;ora, o comunque fino ad ottenere un rag\u00f9 piuttosto asciutto.<br \/>Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire. Aggiungere i piselli, mescolare delicatamente e lasciare raffreddare il tutto.<\/span><\/span><br \/><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><br \/><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/DSC_0010.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/DSC_0010.jpg\" height=\"265\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><br \/><\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\"><span style=\"color: #444444;\"><b>Per il condimento &#8220;al burro&#8221;<\/b><\/span><span style=\"color: #444444;\">, preparare una besciamella vellutata e non troppo densa (e con il giusto grado di sale, anche questo servir\u00e0 a dare sapore al ripieno) e lasciare raffreddare.<br \/>Una volta fredda, aggiungere il prosciutto e la mozzarella  tagliati a tocchetti piccoli e fatta scolare precedentemente in un colino per perdere il liquido, e amalgamare. <\/p>\n<p>Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me \u00e8 il procedimento pi\u00f9 semplice anche per chi le fa per la prima volta ed \u00e8 anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. In pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. Premesso che le arancine possono essere enormi, normali e mignon, con una mano prendete un po&#8217; di riso in base alla grandezza dell&#8217;arancina che desiderate. Poi, girando con tutte e due le mani, formate una palla se volete farle alla carne, oppure date una forma ovale se volete farle al burro. Se volete farle miste, conviene comunque procedere facendole prima tutte in un modo e poi nell&#8217;altro.<br \/>Tenendo la palla di riso con una mano, con il pollice dell&#8217;altra mano create un buco in alto e al centro e cominciate ad allargarlo spingendo sia verso il basso che sui lati. <br \/>Se prevedete di fare anche quelle ovali, procedete con queste prima di passare al ripieno delle precedenti. In questo caso, con il pollice occorre fare una pressione al centro per lungo, spingendo anche in questo caso verso il basso e sui lati.<\/span><span style=\"color: #444444;\"><u>A questo punto passare alla farcitura<\/u><\/span><span style=\"color: #444444;\">. Anche in questo caso, se le prevedete di due tipi, procedere prima con tutte quelle di un tipo poi con tutte quelle dell&#8217;altro tipo.<br \/>Con la punta delle dita prendere un po&#8217; di rag\u00f9 con i piselli e inserirle all&#8217;interno del buco precedentemente creato.&nbsp;<\/span><span style=\"color: #444444;\">Poi chiudere l&#8217;arancina<\/span><span style=\"color: #444444;\">: un po&#8217; spingendo il condimento verso il basso, e un po&#8217; cercando di portare in avanti il riso per chiudere l&#8217;arancina. Girare l&#8217;arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l&#8217;arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un&#8217;altra, fino a completarle tutte.<br \/>Al termine, lavare le mani e ripetere l&#8217;operazione con un eventuale secondo ripieno.<\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\">Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio,  fare roteare singolarmente le arancine dentro una scodella dove avrete sbattuto le uova condite con un po&#8217; di sale e di pepe, poggiandole poi su un  vassoio dove avrete sistemato il pangrattato  fino al completamento dell&#8217;operazione per tutte le arancine.<br \/>Versare l&#8217;olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. Quando l&#8217;olio sar\u00e0 caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.<\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\">Servitele calde.<\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"LEFT\" style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"color: #444444;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif; font-size: large;\">Dal momento che richiedono parecchio lavoro di preparazione,  ne possono preparare un bel po&#8217; e in parte si possono congelare. Mettetele in freezer non ancora fritte dentro un contenitore, tiratele fuori all&#8217;occorrenza con qualche ora d&#8217;anticipo per farle scongelare completamente e poi friggete.<\/span><\/span><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp; Alcune leggende raccontano che l\u2019arancina nacque per caso da un emiro arabo che invent\u00f2 il timballo di riso in seguito manipolato fino fargli prendere la forma attuale. Difficile per\u00f2 trovare delle fonti storiche che possano confermare questa tesi. Secondo diversi studiosi, invece, le arancine siciliane deriverebbero dal miglioramento di un comunissimo modo di mangiare del mondo arabo. Gli arabi, infatti, erano soliti mettere nella mano sinistra del riso lessato dove aggiungevano pezzettini di carne ovina per poi portare il tutto in bocca. Nascerebbe cos\u00ec l\u2019arancina che nel tempo \u00e8 stata sottoposta ad un processo di arricchimento del gusto e degli ingredienti.&nbsp; Maschile o femminile? Arancina o arancino? Nella Sicilia orientale, messinese e catanese soprattutto, si dice arancino ed ha la classica forma a pera. A Palermo l\u2019arancina ha invece una forma rotonda simile ad una arancia di cui la Sicilia \u00e8 ricca e dalla quale prende il nome per analogia. Le arancine costituiscono una delle pi\u00f9 classiche preparazione a base di riso della cucina tipica siciliana e sostituiscono molto bene il primo piatto perch\u00e9 in definitiva si tratta di un timballetto di riso, alimento che fu importato in Sicilia dagli arabi. 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Difficile per\u00f2 trovare delle fonti storiche che possano confermare questa tesi. Secondo diversi studiosi, invece, le arancine siciliane deriverebbero dal miglioramento di un comunissimo modo di mangiare del mondo arabo. Gli arabi, infatti, erano soliti mettere nella mano sinistra del riso lessato dove aggiungevano pezzettini di carne ovina per poi portare il tutto in bocca. Nascerebbe cos\u00ec l\u2019arancina che nel tempo \u00e8 stata sottoposta ad un processo di arricchimento del gusto e degli ingredienti.&nbsp; Maschile o femminile? Arancina o arancino? Nella Sicilia orientale, messinese e catanese soprattutto, si dice arancino ed ha la classica forma a pera. A Palermo l\u2019arancina ha invece una forma rotonda simile ad una arancia di cui la Sicilia \u00e8 ricca e dalla quale prende il nome per analogia. 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