{"id":345,"date":"2014-11-13T21:23:00","date_gmt":"2014-11-13T20:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/?p=345"},"modified":"2015-03-20T01:17:43","modified_gmt":"2015-03-20T00:17:43","slug":"groenlandia-la-terra-dei-ghiacci-ai-confini-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/2014\/11\/groenlandia-la-terra-dei-ghiacci-ai-confini-del-mondo\/","title":{"rendered":"GROENLANDIA LA TERRA DEI GHIACCI AI CONFINI DEL MONDO"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/icebergnuuk2.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/icebergnuuk2-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><\/div>\n<p>&nbsp;<span style=\"font-size: large;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<div><span style=\"font-size: large;\">\u201cSolo chi viaggia e conosce terre lontane sa capire lo spirito e la mente di ciascuno. Costui \u00e8 un vero saggio\u201d<br \/>(Antico detto vichingo tratto dalla raccolta H\u00e0vam\u00e0l &nbsp;all&#8217;incirca anno 800 dopo Cristo)<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Balene e delfini, foche e salmoni, iceberg e cascate, ghiacciai eterni e geyser improvvisi. E ancora: leggende dei vichinghi e sofferenze degli inuit (non chiamateli eschimesi), antiche storie di amore e di morte. Un viaggio ai confini del mondo che, inevitabilmente, \u00e8 stato anche una discesa dentro se stessi con la natura maestosa e incontaminata che dona serenit\u00e0 e mette l&#8217;uomo di fronte alla sua piccolezza. Se vi piacciono il profondo Nord e i panorami pi\u00f9 spettacolari e selvaggi, se non avete paura di battere i denti per il freddo ad agosto, questo \u00e8 il viaggio che fa per voi.<\/span><\/div>\n<p><a name='more'><\/a><span style=\"font-size: large;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">UN PO&#8217; DI STORIA E CURIOSITA&#8217;<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">La Groenlandia<span style=\"color: grey;\"> <\/span>(in groenlandese Kalaallit Nunaat, &#8220;Terra degli uomini&#8221;; in danese Gr\u00f8nland, &#8220;Terra verde&#8221;) \u00e8 un&#8217;isola coperta da ghiacci per l&#8217;84% della sua superficie. Geograficamente fa parte del continente americano.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">E&#8217; tuttora un membro del Regno Unito di Danimarca che comprende anche Danimarca e Isole F\u00e6r \u00d8er. Nel 1979 all&#8217;isola \u00e8 stato concesso l&#8217;autogoverno dal Parlamento danese, mediante una legge approvata l&#8217;anno precedente. <br \/>La Danimarca per\u00f2 mantiene ancora il controllo su finanze, politica estera e difesa e provvede ad un sussidio annuale (circa 3,4 miliardi di corone, pari al 30% del PIL). In sostanza senza gli aiuti danesi (che sono circa il 15% della popolazione che arriva in totale a circa 56 mila abitanti) l&#8217;economia della Groenlandia<span style=\"color: grey;\"> <\/span>andrebbe in rovina. Il motivo della mancata definitiva indipendenza? Sul luogo abbiamo raccolto molte teorie: una delle quali fa riferimento agli enormi giacimenti petroliferi indicati da recenti sondaggi. Si tratterebbe di un quantitativo pari addirittura ad un terzo del petrolio posseduto dall&#8217;Arabia Saudita. Ma naturalmente per estrarlo occorrono spedizioni e trivellazioni a Nord tutte da valutare sul piano dell&#8217;impatto ambientale e della fattibilit\u00e0 tecnica.<br \/>La Groenlandia<span style=\"color: grey;\"> <\/span>ha un clima polare. Da rilevare come vi siano sostanziali differenze, a causa dell&#8217;ampiezza del territorio, dalla zona pi\u00f9 settentrionale a quella pi\u00f9 meridionale dell&#8217;isola. La parte sud ha, infatti, un clima molto pi\u00f9 mite rispetto alla zona interna del paese e a quella settentrionale. Nel centro della Groenlandia<span style=\"color: grey;\"> <\/span>si verificano spesso temperature inferiori ai -60 \u00b0C. La costa ovest e sudovest rivolta al continente americano e ai venti pi\u00f9 caldi che soffiano da esso, offre il clima pi\u00f9 mite dell&#8217;isola. Ad agosto abbiamo avuto una temperatura diurna tra i 5 e i 10 gradi, che arrivava per\u00f2 allo zero nelle vicinanze dei ghiacciai.<br \/>Dalla fine del secolo scorso, a causa di una serie di estati particolarmente calde, l&#8217;estensione della superficie ghiacciata si sta gradualmente riducendo. Se l&#8217;estensione dei ghiacci groenlandesi si riducesse del tutto fino a scomparire si presume che il livello del mare aumenterebbe di 5 metri, con effetti disastrosi.<\/p>\n<p>LA POPOLAZIONE<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/inuit.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/inuit-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;avventura vichinga del 1000 d.C., essa fu facilitata dall&#8217;innalzamento delle temperature del periodo caldo medioevale, cosicch\u00e9 le agili imbarcazioni scandinave poterono solcare i mari del nord al riparo da numerosi accidenti atmosferici e raggiungere la &#8220;terra verde&#8221; di Groenlandia.<br \/>Nelle saghe vichinghe, si dice che Erik il Rosso venne esiliato dall&#8217;Islanda per un omicidio compiuto in seguito a una rissa. Egli, insieme alla propria famiglia e ad alcuni schiavi, part\u00ec con delle navi alla volta di una terra che si diceva fosse a nord-ovest. Giunse nell&#8217;isola e vi fond\u00f2 la colonia di Groenlandia<span style=\"color: grey;\"> <\/span>che in tempi abbastanza rapidi si espanse. I primi colonizzatori furono quindi islandesi e si stabilirono sulla punta sud-occidentale dell&#8217;isola, dove prosperarono per i secoli successivi, fino alla misteriosa scomparsa.<br \/>Attorno al 1450 iniziarono ad abbassarsi le temperature, dando l&#8217;avvio a quella che \u00e8 conosciuta come piccola glaciazione: molte terre furono abbandonate, e la stessa Islanda parve sul punto di soccombere. Le ossa ritrovate risalenti a questo periodo mostrano una condizione di forte malnutrizione. L&#8217;abbassamento delle temperature si \u00e8 potuto ricostruire tramite lo studio degli strati di ghiaccio prelevati nell&#8217;isola. La piccola era glaciale, secondo questa tesi, costrinse i Vichinghi ad abbandonare la Groenlandia e l&#8217;ultima notizia scritta riguarda una festa di nozze celebrata il 16 settembre 1408 nella chiesa di Hvals\u00f8y. Solo le fondamenta della chiesa ricordano oggi la vita rurale dei Vichinghi. Sopravvissero invece anche a questa glaciazione le popolazioni inuit, pi\u00f9 avvezze ai rigori del gelo e dei sei mesi della notte artica.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Il nome Eschimesi, una parola indiana del popolo Cree che significa mangiatori di carne cruda \u00e8 un termine dispregiativo, non usato da molto tempo. Gli abitanti della Groenlandia chiamano se stessi Inuit (o Yuit in siberiano e in alcuni dialetti dell&#8217;Alaska), cio\u00e8 \u201cil popolo\u201d in lingua Inuktitut.<br \/>Per gli Inuit, l&#8217;esistenza \u00e8 un grande gioco a scacchi contro la natura: l&#8217;abilit\u00e0 offre le migliori opportunit\u00e0, ma non si pu\u00f2 mai sapere a quale nuova mossa devi contrapporti.<br \/>Quando l&#8217;esploratore Knud Rasmussen (inuit per parte di madre) negli anni Trenta chiese ad una guida Inuit in cosa credesse, si sent\u00ec rispondere \u00abnoi non crediamo, noi abbiamo paura\u00bb.<br \/>Dopo decenni di isolamento che ne hanno fatto un caso nella storia dell&#8217;antropologia, negli ultimi tempi gli inuit hanno portato avanti la battaglia per l&#8217;indipendenza con grande coraggio e come segno di riscatto dell&#8217;intera etnia. Le citt\u00e0 di Nuuk e Ilulissat che abbiamo visitato mostrano molti caratteri occidentali (nel bene e nel male), nel profondo Nord (la zona di Thule) permangono i caratteri originari e sono state ottenute anche alcune deroghe alle leggi (ad esempio \u00e8 concessa la caccia all&#8217;orso polare) per mantenere intatto un eco-sistema particolarissimo.<br \/>Di recente gli Inuit canadesi si sono uniti con quelli della Groenlandia, dell&#8217;Alaska e della Siberia per dare vita alla Conferenza Inuit Circumpolare, un organismo che si fa interprete delle preoccupazioni e degli argomenti pi\u00f9 importanti che riguardano l&#8217;intero emisfero artico.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">NUUK<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/nuuk.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/nuuk-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Capitale della Groenlandia, Nuuk ha circa 17 mila abitanti. Caratteristici il porticciolo e il centro storico con le casette colorate, la zona della piccola cattedrale luterana e il museo storico nazionale (ospitato in magazzini di inizio Novecento) che custodisce anche tre mummie di donna (e una, impressionante, di bambino con gli occhi spauriti) risalenti al 1400. Ignote le cause della morte, sono state trovate durante scavi degli anni Settanta: hanno i vestiti della festa, stivali decorati. Forse morirono per una epidemia e i parenti li seppellirono tutti insieme.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/motheroftheseanuuk.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/motheroftheseanuuk-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/>A pochi passi dalla scogliera un&#8217;immensa statua di granito, Mother of the Sea, una dea dai lunghi capelli che viene coperta dall&#8217;alta marea. Sempre al porto una curiosa maxi-cassetta postale per le letterine a Babbo Natale e la statua di Han Egede, il fondatore della citt\u00e0, che scruta tutti dall&#8217;alto.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/cassettababbonatalenuuk.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/cassettababbonatalenuuk-225x300.jpg\" width=\"300\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/>L&#8217;altro volto di Nuuk \u00e8 l&#8217;urbanizzazione all&#8217;occidentale, con tutti i suoi difetti. Ben visibili dal porto vecchio, una serie di orribili casermoni di cemento dominano infatti il lungo mare.<br \/>Tutta questa zona \u00e8 facilmente raggiungibile in pochi minuti a piedi, subito dopo aver lasciato il tender alla minuscola banchina (per visitare la Groenlandia l&#8217;unica possibilit\u00e0 \u00e8 di andare con la nave).<br \/>Dopo che la nebbia, per fortuna, si \u00e8 sollevata, visitiamo da soli la cattedrale, il museo e tutta l&#8217;area, ricca anche di numerosi negozi di souvenir e bancarelle.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">L&#8217; artigianato inuit \u00e8 costituito da manufatti in pelle e pellicce, oggetti in legno e pietra steatite, figurine mitologiche incise in osso o corno o avorio (tupilak) e gioielli ricavati da parti della balena (pinne, mandibola) o della foca (unghie).<br \/>Abbiamo scelto di fare un&#8217;escursione in barca: si tratta di piccole imbarcazioni con dieci posti (pi\u00f9 pilota e aiutante che parlano inglese) che conducono in un tour di circa due ore per ammirare i paesaggi del fiordo, le cascate, gli iceberg. Per i pi\u00f9 fortunati anche l&#8217;avvistamento di qualche coda di balena che si immerge.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/balena.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/balena-300x212.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Ci addentriamo poi a piedi verso la parte moderna della citt\u00e0, che si estende fino all&#8217;altro lato dell&#8217;istmo, dove si trova il porto nuovo. Grandi strade, negozi, palazzoni del governo e delle banche, un ampio auditorium con i cinema. Nulla di particolarmente attraente, ma i negozi sono qui pi\u00f9 convenienti rispetto al porto vecchio. Acquisto una collana con le piccole sfere bianche tratte da una mandibola di balena (simile all&#8217;avorio) e un ciondolo ricavato da una pinna di un&#8217;altra specie di cetaceo (l&#8217;effetto finale \u00e8 simile alla madreperla). E ancora tshirt per i ragazzi, un elegante portafogli coperto di pelliccia di foca. Il negoziante, per convincere i clienti, ha in bella vista un poster con le foto dei vari animali. Spiega l&#8217;origine degli oggetti e addirittura tira fuori una pinna di balena autentica quando osserviamo il ciondolo.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">ILULISSAT<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/ghiacciaioilulissat.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/ghiacciaioilulissat-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Ilulissat (o Jakobshavn dal nome del fondatore Jacob Severin) \u00e8 un villaggio di 4.500 abitanti nella Baia di Disko, ben al di l\u00e0 del Circolo Polare artico. Proprio da questa zona, cos\u00ec pare, si stacc\u00f2 da un giacciaio l&#8217;iceberg che colp\u00ec il Titanic. In lingua inuit il nome del paese significa appunto \u201cgli iceberg\u201d.<br \/>Nell&#8217;area vicina di Sermermiut, tra l&#8217;altro, sono stati trovati reperti archeologici di 3500 anni fa: testimoniano che questo fu uno dei pi\u00f9 grandi centri delle trib\u00f9 inuit dei Saqqaq e dei Dorset; ancora oggi gli abitanti del paese (fondato nel XVIII secolo) praticano la caccia e la pesca tradizionale. Tutta l&#8217;area del vicino ghiacciaio \u00e8 patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 riconosciuto dall&#8217;Unesco.<br \/>Il fiordo principale di Ilulissat, denominato Kangerlua o anche Jakobshavn Icefjord, ospita il ghiacciaio pi\u00f9 prolifico del mondo fuori dall&#8217;Antartico: il Sermeq Kujalleq. Da oltre 250 anni il ghiacciaio \u00e8 osservato e misurato dai ricercatori del settore per comprendere lo sviluppo e avanzare nello studio delle macro variazioni climatiche mondiali. Negli ultimi 15 anni si \u00e8 lentamente ritirato, facendo registrare una regressione record di quasi 5 km negli ultimi 2 anni di osservazione.<br \/>Abbiamo prenotato una escursione di hiking per il primo giorno e una in barca per il secondo. Il primo tour offre la possibilit\u00e0 di entrare in contatto a piedi con il fronte di questo immenso e stupefacente ghiacciaio che misura 5 km di ampiezza ma la cui parte emersa si erge nei punti pi\u00f9 alti a &#8216;solo&#8217; 80 metri dal livello del mare. Il ghiaccio, a causa delle correnti del fiordo, si frantuma contro la roccia morenica dando vita a formazioni di iceberg dalla fisionomia pi\u00f9 mutevole e dalle dimensioni gigantesche.<br \/>Il primo giorno l&#8217;escursione \u00e8 pi\u00f9 agevole del previsto. Andiamo in bus, poi c&#8217;\u00e8 da percorrere una lunga passerella di legno (circa un&#8217;ora di cammino a passo normale) che attraversa la zona della necropoli preistorica. Al termine c&#8217;\u00e8 ancora un percorso di circa 40 minuti sul terreno (reso scivoloso da una leggera pioggia) che porta a superare una piccola gobba di roccia. Arrivati in alto c&#8217;\u00e8 la spettacolare visione del ghiacciaio, con gli iceberg che si liberano dalla grande &#8216;madre&#8217; che li partorisce con gemiti laceranti. E cominciano a navigare verso il mare formando sculture viventi, archi, decorazioni magnifiche. Non a caso la lingua inuit ha 50 parole per indicare i vari tipi di neve. Il bianco assume tutte le sfumature di cui parla Peter Hoeg nel suo &#8216;Il senso di Smilla per la neve&#8217;: \u201cLo strato di ghiaccio \u00e8 stato creato in bellezza. Aspetta di riflettere un miracolo della creazione. Dal mare scuro il freddo fa spuntare un giardino di rose, un tappeto bianco di fiori di ghiaccio, formati da gocce d&#8217;acqua salata congelate\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/iceberg4.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/iceberg4-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/>C&#8217;\u00e8 un&#8217;atmosfera incantata che lascia affascinati, il silenzio \u00e8 totale: si sentono solo gli iceberg che fragorosamente si staccano dall&#8217; \u201cutero\u201d, si scontrano tra loro, cominciano il cammino nell&#8217;acqua gelida. La guida (in inglese) ci accompagna, sottolinea come l&#8217;8 giugno l\u00ec c&#8217;\u00e8 stata ancora l&#8217;ultima nevicata. E spiega i vari aspetti delle formazioni cristalline che osserviamo. Poi ci porta verso una raccapricciante gola e racconta: qui le donne inuit, nei periodi di carestia, prese dalla disperazione si lanciavano nel vuoto per togliersi la vita. Il tempo di sopravvivenza nell&#8217;acqua gelida \u00e8 di tre-quattro minuti.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Una doccia calda, il pranzo e di pomeriggio visitiamo il paesino a piedi, nonostante qualche spruzzo di pioggia. Il porto commerciale \u00e8 ampio perch\u00e9 a pochi metri si trova l&#8217;industria di gamberi surgelati che \u00e8 la principale risorsa economica del luogo.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Il luogo pi\u00f9 interessante \u00e8 di gran lunga la casa-museo dell&#8217;esploratore Knud Rasmussen (di padre danese e madre inuit), bianca e rossa col suo tetto spiovente: all&#8217;interno diverse stanze dedicate all&#8217;eroe nazionale e ai suoi viaggi che tanto contribuirono negli anni Trenta a far conoscere le usanze e la cultura del popolo dell&#8217;estremo Nord. Acquistiamo anche il dvd col suo famoso documentario del 1933 sugli inuit. Altri locali della casa-museo sono invece dedicati alla storia di Ilulissat e al suo ghiacciaio con le rilevazioni meteo e le statistiche che attestano l&#8217;emergenza surriscaldamento della Terra arrivata fin qui.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/iceberganimale2.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"227\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/iceberganimale2-300x171.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/>Altro punto da non perdere \u00e8 la baia di Disko, sulla scogliera davanti alla chiesetta di Zion. Qui, avvicinandosi alla costa, gli iceberg che non hanno preso il largo si sciolgono e assumono le forme pi\u00f9 inconsuete: animali accucciati, vasi appena usciti dalle mani dell&#8217;artigiano, colonne di luce ghiacciata. Con cautela, scendo fino agli ultimi scogli e riesco ad afferrare nell&#8217;acqua gelida un pezzo di ghiaccio con le mani la pelle mi brucia come se avessi messo le dita nel fuoco. In serata un tramonto dai colori straordinari, il cielo si incendia di mille sfumature del rosso.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/tramonto.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/tramonto-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/>In paese non mancano i negozi di souvenir e i ristoranti per chi volesse approfondire la conoscenza con la carne di balena e di foca.&nbsp;<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/carnedibalena.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/carnedibalena-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Ci addentriamo fino alla parte pi\u00f9 interna esplorando, tra i sorrisi e la sorpresa degli Inuit, anche i negozi locali, l&#8217;asilo, l&#8217;ufficio postale. In un grande supermercato troviamo anche prodotti italiani, come pasta, passata di pomodoro e vino delle marche pi\u00f9 conosciute. Tutti sono gentili e cordiali, accettano euro e carte di credito. Qualche rigidit\u00e0 sugli orari: alle 17 quasi tutti i negozi di souvenir chiudono (anche con clienti all&#8217;interno), dopo le 21,30 \u00e8 quasi impossibile trovare un posto per mangiare, alle 24 chiude l&#8217;unica discoteca. Ma in un paesino di 4.500 abitanti forse non si pu\u00f2 chiedere di pi\u00f9.<br \/>Il secondo giorno abbiamo l&#8217;escursione in barca intorno alle 11. Purtroppo incombe la nebbia che per\u00f2 d\u00e0 tregua nella seconda parte del tour e lascia riscoprire le bellezze del ghiacciaio, l&#8217;innumerevole quantit\u00e0 di iceberg galleggianti (ricordate che la parte emersa \u00e8 meno di un terzo rispetto alla grandezza totale). Per questo tour occorre coprirsi bene: la temperatura scende allo zero dai 5-10 gradi che abbiamo sempre trovato in paese. Giacca a vento e cappello di lana sono di rigore.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/icebergnuuk.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/icebergnuuk-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/>L&#8217;atmosfera anche in questo caso \u00e8 come quella di una terra incantata: il silenzio \u00e8 interrotto solo dai tonfi sordi del ghiaccio che cozza contro il metallo dello scafo. Tutto intorno pareti bianche di 70-80 metri che formano archi, spuntoni, spaccature striate di azzurro: \u00e8 come vedere le Dolomiti trasferite sull&#8217;acqua.<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">MORALE<o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\">Sul comodino mio marito ha tenuto il diario dell&#8217;esploratore Fridtjof Nansen (\u201cLa spedizione della Fram\u201d, edizioni Carte segrete). E&#8217; l&#8217;uomo che per primo nel 1888 attravers\u00f2 la Groenlandia da una parte all&#8217;altra. E poi con la Fram arriv\u00f2 dove nessuno era mai, prima d&#8217;allora, arrivato (la nave fa bella mostra di s\u00e9 ancora oggi al museo di Oslo). Al ritorno dalla sua impresa, cos\u00ec scriveva sul profondo Nord: \u201cMi \u00e8 stata data la grande avventura del ghiaccio profondo e puro come l&#8217;infinito; la notte polare illuminata di stelle e silente, la natura nella sua profondit\u00e0, il mistero della vita, l&#8217;incessante circumnavigare dell&#8217;universo, il banchetto della morte eterna in se stessa , senza sofferenza, senza rimpianto. Eccoti qui nella grande notte in tutta la tua nuda meschinit\u00e0, faccia a faccia con la natura. Te ne stai seduto con devozione ai piedi dell&#8217;eternit\u00e0 in riverente ascolto e conosci Dio, colui che ogni cosa governa, il centro dell&#8217;universo. Tutti gli enigmi dell&#8217;universo a te ora paiono chiari e ridi di te stesso per esserti consumato a meditare, poich\u00e9 \u00e8 tutto cos\u00ec piccolo, cos\u00ec indicibilmente piccolo!\u201d.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/husky.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" border=\"0\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.viaggiarteecucina.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/husky-300x225.jpg\" width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<div><span style=\"font-size: large;\"><\/p>\n<p>In lingua inuit<\/p>\n<p>TAIMA, QUJANNAMIIK<br \/>(\u00e8 tutto, grazie)<br \/>TAVVAUVUSI<br \/>(arrivederci a tutti voi)<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><o:p><\/o:p><\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<p><\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;&nbsp; \u201cSolo chi viaggia e conosce terre lontane sa capire lo spirito e la mente di ciascuno. Costui \u00e8 un vero saggio\u201d(Antico detto vichingo tratto dalla raccolta H\u00e0vam\u00e0l &nbsp;all&#8217;incirca anno 800 dopo Cristo) Balene e delfini, foche e salmoni, iceberg e cascate, ghiacciai eterni e geyser improvvisi. E ancora: leggende dei vichinghi e sofferenze degli inuit (non chiamateli eschimesi), antiche storie di amore e di morte. Un viaggio ai confini del mondo che, inevitabilmente, \u00e8 stato anche una discesa dentro se stessi con la natura maestosa e incontaminata che dona serenit\u00e0 e mette l&#8217;uomo di fronte alla sua piccolezza. Se vi piacciono il profondo Nord e i panorami pi\u00f9 spettacolari e selvaggi, se non avete paura di battere i denti per il freddo ad agosto, questo \u00e8 il viaggio che fa per voi. UN PO&#8217; DI STORIA E CURIOSITA&#8217; La Groenlandia (in groenlandese Kalaallit Nunaat, &#8220;Terra degli uomini&#8221;; in danese Gr\u00f8nland, &#8220;Terra verde&#8221;) \u00e8 un&#8217;isola coperta da ghiacci per l&#8217;84% della sua superficie. Geograficamente fa parte del continente americano. E&#8217; tuttora un membro del Regno Unito di Danimarca che comprende anche Danimarca e Isole F\u00e6r \u00d8er. 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