Marco Manera, one man show

di Maria Mattina 

 

Marco Manera, classe 1978. Come eri da bambino?

Come tutti i bambini: curioso, anche se non particolarmente discolo. Mi attraeva la lettura ma erano altri tempi…non c’era facebook e non c’era modo di farsi un selfie.

I primi ricordi che hai del mondo dello spettacolo.

I primi ricordi di questo mondo sono legati certamente alla tv, con i grandi varietà del sabato sera e con le commedie musicali di Garinei e Giovannini ma anche alle mura domestiche perché mio padre si dilettava col teatro in una compagnia amatoriale.

Laurea col massimo dei voti e la lode in Discipline della Comunicazione a Palermo con una tesi di Linguistica italiana; quando e come nasce l’interesse per il teatro?

Il mio percorso di studi corre parallelo al mio percorso artistico. A 15 anni ho firmato il primo contratto vero e proprio in teatro a Catania e da lì ho sempre alternato lo studio al teatro. La laurea è un traguardo voluto con piacere e caparbietà perché non è stato sempre facile conciliare studio e lavoro, soprattutto quando ero fuori dalla Sicilia impegnato con qualche produzione teatrale, però ho completato anche quel percorso e non posso che esserne lieto, anche perché alcuni degli insegnamenti del mio corso di studi universitario mi sono serviti spesso nel mio lavoro.

Parliamo del Maestro Accursio Di Leo: cosa hai imparato da lui?

Accursio è stato il primo maestro che ho incontrato nella mia esperienza teatrale. Mi ha insegnato i rudimenti essenziali, le basi per stare sul palcoscenico, mi ha fornito i primi ferri del mestiere. Mi ha insegnato l’approfondimento e la necessità di non essere mai superficiale e poi, lui che, nonostante gli studi accademici, aveva abbandonato il circuito teatrale ufficiale, mi ha insegnato che l’attore è come un pilota d’aereo, ciò che conta realmente sono le ore di volo che ha fatto, in parole povere l’esperienza che si fa calpestando il palcoscenico e stando con consapevolezza davanti ad un pubblico. Di lui conservo un motto: “Coraggio e avanti” di fronte ad ogni difficoltà.

Dal 1993  un’intensa attività teatrale. Tra gli autori portati in scena figurano Luigi Pirandello, Nino Martoglio, Luigi Capuana, Dario Fo, Thorton Wilder, Jean Poiret, Françis Veber, Neil Simon, Nikolaj Gogol, Luigi Lunari, Plauto, Eduardo De Filippo, Alessandro Baricco. Teatro classico, quindi.

Affinché si possa scegliere quale strada prendere occorre prima averne percorse parecchie e questo ho fatto io nella mia attività artistica. I classici sono fondamentali perché sono la storia ed è dalla storia che si traggono le lezioni e gli insegnamenti per il futuro. Il periodo dei “classici” è quello nel quale, per dirla col mio maestro, ho accumulato ore di volo. Poi, ad un certo punto, ho capito che mi sarebbe piaciuto scegliere un mio percorso personale.

Kantor-40

A partire dal 2001 il Teatro di Narrazione e cominci a scrivere i tuoi testi. La tua produzione testuale spazia tra la commedia e il monologo grottesco. Perché questa svolta?

Tutto è dipeso da una messinscena di “Novecento” di Alessandro Baricco. Un famoso monologo che portai sul palcoscenico con ottimo successo e che mi consentì di capire che avevo le caratteristiche per essere un one man show. Allora cominciai a sperimentarmi nella scrittura di testi che mi si cucissero addosso, testi di contaminazione, dove il serio convive col faceto, senza regia, e se sono ancora qui a discuterne vuol dire che la scelta fu azzeccata.

Precedenti esperienze lavorative (anche non inerenti al mestiere di attore)?

No. Al di là di qualche piccolo lavoretto da ragazzino, ho sempre fatto teatro e sono pure riuscito a camparci.

Spettacoli messi in scena

Nel 2011 , nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Marco Manera porta in scena in varie città italiane il suo spettacolo “Storia di pupi e di pupari”, in cui si narra di una rivolta antiborbonica avvenuta in Sicilia nel 1856.
Nel 2013 debutta come coprotagonista nella divertentissima commedia “E’ meglio se Shakespeare non lo sa” per la regia di Ivano Falco.
Nella stagione 2013/2014 è in scena col suo one man show comico “Varietà per attore solo”.
Nella stagione 2014/2015 porta in scena un nuovo one man show comico, di cui è anche autore, dal titolo “Ti amo…Sparliamone”. 
Ultima fatica ad agosto “Magarìa” (affabulazioni siciliane)”

Nel 2011 si conclude la mia esperienza col teatro di narrazione con uno spettacolo che racconta la storia di una rivolta durata appena trentasei ore che vide protagonista il patriota Salvatore Spinuzza, ricordato a Palermo con una via e una piazza in pieno centro storico, di fronte al Teatro Massimo. La storia è ambientata in epoca borbonica e dal 2006 al 2011 mi ha accompagnato per molte repliche.

Dal 2013 il mio lavoro vira decisamente verso la comicità. Comincio a scrivere per il cabaret e per il teatro comico.

Nasce il mio “Varietà per attore solo” e, insieme ad Ivano Falco e una splendida compagnia, va in scena la commedia “E’ meglio se Shakespeare non lo sa”.

Ed arriviamo, finalmente, ai giorni nostri.

Il mio ultimo spettacolo di cabaret s’intitola “Ti amo…Sparliamone” ed è una sorta di manuale comico di sopravvivenza per coppie con o senza esperienza.

Mentre, parallelamente al cabaret, ho cominciato a collaborare col Teatro Ditirammu di Palermo, che si occupa di teatro, canti e danze della tradizione popolare siciliana. In questo ambito ho avuto il piacere di dividere il palcoscenico con Daniele Billitteri, giornalista e scrittore, e con Elisa e Vito Parrinello, anime di quel teatro, con i quali abbiamo costruito, tra l’altro, una cantata di strada che spiega con le tecniche del teatro popolare, il teatro sperimentale e di ricerca.

Ad Agosto è tornato in scena un mio recital teatrale fortunatissimo, che tengo in repertorio da 14 anni: “Magarìa (affabulazioni siciliane)” in cui si racconta la Sicilia attraverso quattro capitoli: l’amore, il dolore, il cunto e i siciliani e adesso, finiti gli impegni estivi nelle piazze siciliane, si ricomincia con una nuova stagione nei teatri.

Programmi per il futuro, prossimi lavori?

I prossimi impegni sono tanti e sarebbe noioso elencarli tutti. Mi limito a due che andranno in scena a Palermo, ad Ottobre e Novembre, e sono:

  • dal 15 al 18 Ottobre al Teatro Agricantus torna, a grande richiesta, il mio spettacolo di cabaret “Ti amo…Sparliamone”
  • il 6 Novembre, invece, approda al Teatro Ditirammu il mio “Magarìa (affabulazioni siciliane)” per accontentare tutti gli amici che non l’hanno potuto vedere nel mese di Agosto.

Come nasce l’idea dei filmati su facebook ?

I video su facebook sono un gioco che mi diverte e che mi rilassa nei momenti di libertà. Anche in virtù dei miei studi sono molto attento a tutte le forme di comunicazione e il web è davvero una nuova frontiera, un mondo ancora poco esplorato ma pieno di potenzialità che vanno sapute sfruttare. Io ho pensato di mettere online dei video che siano divertenti ma che si propongano di far passare, attraverso lo strumento del sorriso, anche dei messaggi importanti. Adesso molta gente li aspetta e li apprezza. Ne ho fatti molti e si trovano tutti sulla mia pagina facebook Marco Manera official.

Sul web, poi, può accadere davvero di tutto. Può perfino succedere, come accaduto a me, che un giorno Beppe Grillo decida di condividere un mio video sulla sua pagina. Può succedere che io ovviamente ne sia felice e a quel punto le visualizzazioni, i messaggi, i contatti e le notifiche schizzino così alle stelle che il mio povero tablet non ne possa più e decida di spegnersi per sempre. Una bella botta di popolarità, per carità, però se lo incontrate, dite a Beppe Grillo che avanzo un tablet.

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