Arancina e arancino, due nomi per due ricette diverse

Arancino


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di Maria Mattina

Arancina o arancino? Nessun dubbio, si tratta di due prodotti simili ma diversi.

Da sempre si parla di disputa letteraria, addirittura arrivata alla Crusca, per decidere se bisogna declinare al femminile oppure al maschile il nome che  indica la famosissima preparazione gastronomica da street food siciliano.

Alcune leggende raccontano che l’arancina nacque per caso da un emiro arabo che inventò il timballo di riso in seguito manipolato fino fargli prendere la forma attuale. Difficile però trovare delle fonti storiche che possano confermare questa tesi. Secondo diversi studiosi, invece, le arancine siciliane deriverebbero dal miglioramento di un comunissimo modo di mangiare del mondo arabo. Gli arabi, infatti, erano soliti mettere nella mano sinistra del riso lessato dove aggiungevano pezzettini di carne ovina per poi portare il tutto in bocca. Nascerebbe così l’arancina che nel tempo è stata sottoposta ad un processo di arricchimento del gusto e degli ingredienti.

Maschile o femminile? Arancina o arancino? Nella Sicilia orientale, messinese e catanese soprattutto, si dice arancino ed ha la classica forma a pera. A Palermo l’arancina ha invece una forma rotonda simile ad una arancia di cui la Sicilia è ricca e dalla quale prende il nome per analogia. Le arancine costituiscono una delle più classiche preparazione a base di riso della cucina tipica siciliana e sostituiscono molto bene il primo piatto perché in definitiva si tratta di un timballetto di riso, alimento che fu importato in Sicilia dagli arabi.

Ma se a prima vista si tratta di piccole differenze fisiche (tonda o conica) la ricetta per preparare queste piccole delizie è simile ma con alcune varianti che contraddistinguono se si tratta di quelle della Sicilia Orientale oppure Occidentale.

Di seguito le ricette, con evidenziate in neretto le differenze.

Arancina

Arancine

Per il riso
1 kg di riso originario o Roma
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)

un bicchiere di vino bianco
una bustina di zafferano
una cipolla medio-piccola
olio extravergine di oliva q.b.
sale q.b.

Per la farcia

600 g di macinato di vitello (1° taglio)
200 g piselli surgelati
260 g di polpa di pomodoro
un cucchiaio scarso di concentrato di pomodoro + tre dita d’acqua in un bicchiere
una cipolla piccola, una carota, un gambetto di sedano, una foglia d’alloro
1/2 bicchiere circa di vino bianco per sfumare
olio extravergine di oliva q.b.
sale q.b.
Per la panatura

500 g di pangrattato

 3-4 uova
Per la frittura

3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo).

 

Arancini

Per il riso:

1 kg di riso

50 gr di burro

2 bustine di zafferano

1 cucchiaino di sale

2 dadi di carne

30 g di Pecorino grattugiato

100 g di  parmigiano grattugiato

3 o 4 cucchiai di ragout

 

Per la farcia:

600 gr di muscolo di manzo a pezzettini

3 cucchiai di concentrato di pomodoro

500 g di passata di pomodoro

1 carota

mezza cipolla

1 costa di sedano

200 g di piselli

150 g di caciocavallo o provola ragusana non troppo stagionati

1 bicchiere di vino rosso

sale e pepe nero

Olio extravergine d’oliva

 

Per la finitura:

Circa 120 ml di Acqua

80 g di farina

300 g di pangrattato

2 litri di olio di semi di Arachide

Se dopo tutto questo avete ancora dubbi provate a mangiare un’arancina a Palermo e un arancino a Catania e provate le differenze!

 



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