La “cucinata” è una cosa seria se si tratta di ricette palermitane



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di Maria Mattina

Sono sicura che tra le cose più care conservate gelosamente da una nonna o qualche zia si trovi un quadernetto con la copertina nera, di quelli dove si annotavano le ricette di famiglia, per poterle tramandare da madre a figlia. Dentro ognuna annotava i segreti più personali per la perfetta riuscita della tal ricetta, segreto che mai si sarebbe dovuto divulgare. Dentro la cucina di ogni famiglia nascevano piatti succulenti e personalissimi, con quel tocco che li contraddistingueva da famiglia a famiglia.

Perché, si sa  La “cucinata” è una cosa seria, così come ci ricorda il bellissimo volume,  in una veste grafica che richiama fedelmente il quadernetto nero a righe, dove sono trascritte ricette tradizionali palermitane raccontate dall’autrice Cettina Porcelli e commentate dalle incredibili illustrazioni di Carmelo Lo Curto.

Questo libro è dedicato (come ci viene indicato nella prefazione) a tutti quelli che amano manciari e a tutti quelli che si arrabbiano quando al ristorante servono porzioni per malati di ulcera.

Il volume mette insieme le più note ricette della cucina palermitana nella versione rivisitata dalla grande esperienza di “cucinatrice” di Cettina che, con tono ironico e appassionato, ci conduce per mano nel meraviglioso mondo della cucina popolare del capoluogo siciliano.

Dall’arancina ‘a ccarne alla pasta coi tenerumi, dalla pasta chi sardi au maccu di fave secche, passando au tunnu ammuttunato per finire al falsomagro, una carrellata di ricette da provare, da conservare e da tramandare, così come una volta, da madre a figli, maschi o femmine che siano.

Cettina Porcelli, palermitana, ha pubblicato per edizioni Giada il volume di poesie Versi in sospensione e per edizioni Genius Loci il racconto “ti chiamerò dall’isola dei limoni” per la collana “Patrimonio dell’Umanità” (2019).

 



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