Hôtellerie e ristorazione di qualità: la rinascita di Villa Alliata in via Serradifalco a Palermo
di Maria Mattina
Una nuova attrazione nel mondo dell’hôtellerie palermitano con un rilancio della ristorazione di qualità e una formula inedita cena più spettacolo. Parliamo di Villa Alliata di Pietratagliata, in via Serradifalco, una delle testimonianze della grandezza architettonica e artistica del capoluogo siciliano, per lungo tempo abbandonata e ora rinata a nuovo splendore dopo i restauri conclusi nel febbraio 2024. Da pochi mesi la guida della gestione è stata presa dallo chef Ezio D’Alia, dalla grande professionalità, e dal maître Giacomo Greco, forte delle sue esperienze internazionali. Da un lato è ripartita l’offerta alberghiera con camere eleganti e di forte richiamo turistico, dall’altro il ristorante (il “Principe Raniero”) offre da pochi giorni interessanti menù degustazione di primavera (oltre al menù alla carta): la presentazione è stata lo scorso 4 maggio col sindaco Roberto Lagalla.

Nel corso della serata, accompagnata dalle musiche e dalla voce di Ray Di Matteo e Katy Maiorana, D’Alia e Greco sono stati premiati dal presidente del Club Corone Oro Sicilia Aldo Palmeri.

In alcune date, inoltre, sarà possibile partecipare a cene che si affiancano alla visita della villa e a uno spettacolo dal vivo: domenica 17 maggio, ad esempio, è in programma “Notre Dame: Un Amore Impossibile”, un tributo all’opera resa famosa da Riccardo Cocciante.
Villa Alliata di Pietratagliata è una costruzione in stile neogotico, considerata una delle opere di maggior pregio del patrimonio storico-artistico siciliano del XIX secolo. Il proprietario, il principe Luigi Alliata Moncada, nel 1883 incaricò l’architetto Francesco Paolo Palazzotto di ristrutturare la villa settecentesca con una pianta ad U e il lussureggiante giardino all’inglese che la circondava. Lo splendido risultato interno ed esterno è oggi nuovamente sotto gli occhi di tutti.
La storia ci racconta poi di periodi felici fino al 1979, anno della morte di Raniero Alliata di Pietratagliata, il Principe mago, che ne aveva fatto la sua residenza (a lui oggi è intitolato il ristorante).

Dopo un lungo periodo di abbandono e degrado (ma riuscendo a evitare la cementificazione del quartiere), la Villa ha ritrovato il suo originario splendore dopo i lavori di restauro cominciati nel 2020 e durati quattro anni, diventando una residenza alberghiera di lusso totalmente ristrutturata.

Ampi spazi e giardini circondano la Villa, rendendo possibile l’ospitalità per eventi all’esterno nella bella stagione, mentre d’inverno sono molto adatti gli ampi saloni del secondo piano.

Possibile anche una semplice visita per un aperitivo nel tardo pomeriggio.
Il “Percorso di degustazione Primavera” è un intrigante menù che unisce la tradizione con qualche novità, ben presentato e con ottime materie prime. Particolarmente apprezzati “Infiorata mare nostrum” (risotto mantecato all’acqua di San Marzano con scorfano di scoglio e fiori di zucca, con asparagi di mare scottati)

e il “Nido di totani in amore Perla Nera” (Ciambella di totano murato con sfera del suo nero, avvolta in pasta Kataifi croccante su soffice di patata al limone).

Una citazione anche per la trilogia finale di dolci: Barretta brivido pantesco (semifreddo al moscato di pantelleria e uva passa); Scorzone cuore bianco modicano (gelato panna e cioccolato di Modica); Cupolino arabo-normanno (Tortino di datteri farcito con pasta di mandorle e miele ai fiori di zagara).

In abbinamento il 4 maggio i vini della cantina Kaggera. L’attenzione ai particolari del maître Greco è emersa anche dall’amuse-bouche particolare, aromatizzata al gin che poi accompagnava il piatto nel suo bicchierino: si tratta di una chicca, il Dannato gin, prodotto nell’Agrigentino, risultato di un’accurata selezione di 12 botaniche (2 segrete) e nel cuore di questo distillato c’è il fiore del fico d’India. Un prodotto siciliano premiato a Londra l’anno scorso con la medaglia d’oro del concorso internazionale.

“Dopo i restauri – spiega Giacomo Greco – è il momento di fare conoscere a tutta Palermo questa splendida realtà, adatta per varie occasioni ed eventi ma sempre con obiettivi di alta qualità e attenzione ai particolari”. Aggiunge Ezio D’Alia: “Sono i clienti a darci la forza, regalandoci consensi positivi all’inizio di questo cammino. Con l’avvento della bella stagione, nuovi prodotti e nuovi sapori prendono posto nella cucina del ristorante. Offrendo un percorso di ben 9 portate, dall’antipasto ai dolci, pensato per chi ama vivere la cucina come un’esperienza autentica e raffinata”.

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