Alle Cuoche combattenti il premio Cibo inclusione e dignità delle Donne del Vino nel segno di Marisa Leo

Da sinistra l'assessore Giuliano Forzinetti, Flora Mondello delegata DDV Sicilia, Nicoletta Cosentino founder delle Cuoche Combattenti e Roberta Urso consigliere nazionale DDV
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A Palermo, “Donne, vino e cibo”, il leitmotiv 2026 dell’ Associazione Nazionale Le Donne del Vino presieduta da Daniela Mastroberardino, si declina in riscatto, coraggio ma soprattutto rinascita. A Nicoletta Cosentino, Cavaliere della Repubblica, founder delle “Cuoche Combattenti”, progetto di imprenditoria sociale che ha come obiettivo l’emancipazione economica delle donne vittime di violenza di genere attraverso la creatività culinaria, è stato consegnato il premio ” Cibo, inclusione e dignità”. E’ la Testa di Bacco cesellata in argento dal Maestro orafo Gerardo Sacco, simbolo tangibile di un impegno civile che va oltre “il calice”.

La Testa di Bacco

Alla cerimonia di consegna avvenuta lo scorso 23 maggio nel laboratorio delle “Cuoche Combattenti” in via Cluverio, 36, nei pressi del tribunale, sono intervenuti Giuliano Forzinetti, assessore comunale alle Attività produttive ed Economiche che ha portato i saluti del sindaco del capoluogo siciliano Roberto Lagalla, Roberta Urso, consigliere nazionale di DDV ed una folta rappresentanza di socie della delegazione siciliana presieduta da Flora Mondello. Alla Fondazione Cesvi e a Slow Food gli altri due premi istituiti dall’Associazione a cui è stato conferito rispettivamente, il premio “Cibo per la Vita, oltre il confine” e il premio “Cibo, economia del rispetto e solidarietà”.
Il premio ha suggellato l’intreccio di vite e di valori tra le Donne del Vino Sicilia e le Cuoche Combattenti conosciute ed apprezzate anche in diverse occasioni da Marisa Leo, Donna del Vino Sicilia, caduta per mano dell’ex compagno, in prima linea per la rinascita delle donne con il progetto “DxD: calici di vita”. “Tu sei perfetta così come sei”, la frase che lei amava particolarmente, è l’insegna del laboratorio dove le “Cuoche Combattenti” si allenano in un percorso di autostima e di consapevolezza, con la produzione di confetture di frutta di stagione e marmellate, conserve dolci e salate, prodotti da forno, utilizzando tutti prodotti locali a Km 0, nel quadro della riaffermazione della cultura locale e dell’attenzione alla sostenibilità ecologica. Inoltre i prodotti sono inseriti nel circuito della rete di consumo critico e solidale in collaborazione con altre piccole realtà presenti a Palermo che coinvolgono orti sociali e condivisi.

Alcuni prodotti delle Cuoche Combattenti

“Il laboratorio – ha spiegato Nicoletta Cosentino – è legato alla cooperativa agricola Ciauli, così da creare una filiera corta locale e garantire la genuinità dei prodotti. Da maggio 2025 abbiamo riattivato i primi tirocini, collaborando con Cesie ets, fondazione Don Calabria per il sociale ETS, la fondazione ITS Albatros, Asp e comune di Palermo. Stiamo attivando anche dei laboratori di trasformazione alimentare rivolti a studenti del settore, turisti e appassionati, oltre alle degustazioni di vini e prodotti delle Cuoche Combattenti, che ci consentono anche di continuare a far luce e diffondere consapevolezza sulla violenza maschile sulle donne e soprattutto sulla possibilità concreta di uscire da relazioni abusanti”.Ogni prodotto ha un’etichetta “antiviolenza”, sono circa trenta, ciascuna con un messaggio diverso che smonta stereotipi e ruoli sulla donna come vittima, per valorizzarla come protagonista della sua vita. Per Sofia, il nome è di fantasia, di origini albanesi, giunta in Sicilia seguendo un amore sbagliato “il laboratorio delle Cuoche Combattenti – ha detto – è il mio posto nel mondo”.

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