Zucca in agrodolce

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La storia di questo piatto affonda le sue radici in un quartiere di Palermo. Infatti è anche chiamato “Fegato di Settecannoli” ed è nato, come le sarde a beccafico, per “confondere” l’olfatto dei vicini cucinando piatti poveri e spacciandoli per altro.

Inoltre la preparazione con l’uso dell’aceto permetteva che la pietanza potesse essere conservata per almeno un paio di giorni. Oggi si trova in quasi tutti i buffet di antipasti nelle trattorie della città.

Un piatto povero, dunque, ma che non ha niente da invidiare a preparazioni più costose ed elaborate.

Ingredienti

Kg 1 zucca

1 spicchio d’aglio

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 cucchiaio di menta tritata

½ bicchiere di aceto bianco forte

2 cucchiai di zucchero

g 100 olive nere

g 30 capperi

q.b.sale; q.b.pepe

1 bicchiere olio EVO

 

Preparazione

Pulire la zucca privandola di buccia, semi e filamenti; tagliarla a fette regolari spesse circa un centimetro. Preparare un trito di aglio, prezzemolo e menta. In una padella riscaldare l’olio e friggere le fette di zucca, facendole dorare da entrambe le parti. Adagiare la zucca cotta su di un piatto di portata e cospargerla con il trito di aglio, prezzemolo e menta, il sale e il pepe. Successivamente dimezzare l’olio della padella e unire i capperi, le olive, l’aceto e lo zucchero. Mescolare velocemente e togliere subito dal fuoco. Continuare a mescolare per evitare schizzi spiacevoli. Versare il composto ottenuto sulle fette di zucca e, prima di servire, fare raffreddare completamente.

 

 

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2 Comments

  1. Un piatto povero dal gusto ricchissimo!

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