“Da Riccardo Quartararo a Cristoforo Faffeo: un capolavoro del Museo Diocesano di Palermo restaurato e riscoperto”

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Martedì 25 ottobre 2016 alle ore 17,00 nella splendida cornice del Salone Filangieri del Palazzo Arcivescovile di Palermo si presenterà il volume di Giovanni Travagliato e Mauro Sebastianelli dal titolo “Da Riccardo Quartararo a Cristoforo Faffeo: un capolavoro del Museo Diocesano di Palermo restaurato e riscoperto”, n. 9 della collana “Museo Diocesano di Palermo: studi e restauri”, diretta da Pierfrancesco Palazzotto.

Interverranno all’evento, organizzato dal Direttore del Museo Diocesano di Palermo, mons. Giuseppe Randazzo e dal Presidente della Fondazione Camposanto di Santo Spirito di Palermo, dott. Francesco Di Paola, alla presenza di S.E. Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, la prof.ssa Maria Concetta Di Natale, Direttore del Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo, e le dott.sse Evelina De Castro, dirigente conservazione e valorizzazione delle collezioni della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, e Stefania Randazzo, presidente AISAR (Archivio Internazionale per la Storia e l’attualità del Restauro).

Il volume è l’esito di un’approfondita ricerca multidisciplinare, tra analisi storico artistica e indagini tecnico-scientifiche svolte durante il restauro, finanziato nel 2013-14 da Banca Nuova, che si è arricchita negli anni successivi di novità ed esiti imprevedibili, come l’attribuzione al pittore Cristoforo Faffeo (rispetto a quella finora ritenuta più probabile cioè Riccardo Quartararo) verso la fine del XV secolo, e la revisione dell’iconografia oggi riportata verosimilmente a Santa Barbara anziché a S. Cecilia. copertina  Santa_Barbara rid

Il restauro dal dott. Mauro Sebastianelli, con l’alta sorveglianza della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo, svolto nel laboratorio di restauro del Museo Diocesano, ha confermato le ipotesi ed osservazioni storico-artistiche del prof. Giovanni Travagliato, ovvero le coincidenze tecnico-diagnostiche tra la nostra tavola e altre opere note del pittore campano conservate ed esposte in molte chiese e musei del sud italia.
D’altronde, oltre alla nuova lettura iconografica, il volume offre numerosi spunti e linee di studio da approfondire, che riguardano ad esempio la misteriosa provenienza di quest’opera registrata nella Cattedrale di Palermo solo nel XIX secolo e la committenza.
Un dipinto certamente enigmatico e molto complesso, frutto di una perfetta commistione di culture diverse con un esito di notevolissime raffinatezza e qualità esecutiva, a partire dal volto botticelliano della Santa, passando per la cura degli sfondi naturalistici e per la straordinaria fattura dell’angelo suonatore.

Il volume, con un ricco apparato di illustrazioni, è stato finanziato dalla Fondazione Camposanto di S. Spirito, il cui Consiglio di Amministrazione, guidato dal dott. Francesco Di Paola e composto dagli avv. Francesco Paolo De Simone Policarpo e Christian Conti e dai dott. Rita Compagno, Antonio Giuseppe La Marca, Maurizio Manzella e Mario Alessandro Peralta, ai quali va il più sentito ringraziamento del Museo Diocesano di Palermo, ha voluto ancora proporsi come attore principale cittadino e sostenere un’iniziativa di studio volta a restituire conoscenze e memorie di Palermo.

Secondo Pierfrancesco Palazzotto, curatore scientifico del Museo Diocesano di Palermo, il nuovo numero della collana editoriale si aggiunge degnamente ai precedenti che hanno visto pubblicati innovativi contributi su importanti protagonisti e opere da Andrea del Bresciano al Maestro del Polittico di Trapani, passando per Giovanni Gili, Giacomo Serpotta e Antoon van Dyck.

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